Elezioni europee: le iniziative democratiche contro i sovranismi

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Liste separate ma stessi obiettivi per Pd e +Europa. Deluso Calenda, ma Zingaretti assicura liste aperte alle forze migliori per una battaglia per l’Europa

Mentre i sondaggi danno in crescita il Pd, che agguanta il M 5 Stelle al 21%, il futuro delle alleanze per le elezioni europee continua a far discutere. L’incontro di ieri tra il segretario Pd Nicola Zingaretti e quello di + Europa Benedetto Della Vedova ha stabilito che le due forze politiche si presenteranno con liste separate.

La visione in fondo è la stessa: il no netto ai sovranismi, ai populismi e ai tanti rigurgiti antieuropeisti. L’esigenza, però, è quella di parlare a due elettorati diversi: non tutti gli elettori che guardano alla famiglia liberale dell’Alde (il gruppo al parlamento europeo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) potrebbero ritrovarsi in una lista con i “Socialisti e Democratici“, e viceversa, soprattutto se si pensa che + Europa sta rafforzando il suo profilo politico macroniano.

Non ci sarà una lista unica – ha spiegato il segretario dem – ma promuoveremo liste aperte alle forze migliori per una battaglia per l’Europa che coinvolga più possibile la parte migliore società italiana”.

Due liste, dunque, per raccogliere consensi da schieramenti sì fortemente europeisti, ma con differenze culturali e politiche da non celare. La visione è comune, ma si va divisi per colpire meglio, per riuscire ad arginare e battere il fronte sovranista.

Chi non l’ha presa bene è Carlo Calenda. Col suo “Siamo Europei”, prima manifesto politico, ora movimento, puntava a una lista unica europeista e antisovranista. Dopo la delusione di ieri, stamattina ha twittato: “Tanti sottoscrittori (del manifesto, ndr) mi chiedono, dopo il no di +Europa, “che si fa”. Si verifica se il Pd vuole davvero fare una lista innovativa e di qualità con Siamo Europei. Se è così lavoreremo insieme, altrimenti no. Come abbiamo sempre detto“.

A sinistra, il governatore della Toscana Enrico Rossi – prima Pd, poi tra i fondatori di Mdp Articolo Uno – ha pubblicato su Facebook un post in cui mette in guardia da un’eccessiva frantumazione: “Alle europee nell’area dell’opposizione democratica e di sinistra pare che ci saranno tre formazioni: una con Rifondazione e Sinistra italiana; una lista +Europa di Emma Bonino e Della Vedova; una lista PD aperta, con Siamo Europei di Calenda. La sinistra fuori dal PD, che rispetta il percorso dei compagni che daranno vita ad una lista con Rifondazione ma che non si riconosce in esso, sbaglierebbe a fare una quarta lista con il rischio di non superare la soglia del 4 percento e di disperdere i voti. Perciò il confronto con il PD di Zingaretti è necessario“.

Intanto, il Pd ha raggiunto i 5 Stelle. Dopo la crescita accertata da Swg, altre buone notizie arrivano dal sondaggio dell’istituto Noto, diffuso ieri nella trasmissione Cartabianca. Nelle intenzioni di voto per le elezioni europee, i dem sono accreditati al 21% tanto quanto il Movimento 5 Stelle.

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