Le elezioni e la lunga mano della mafia a Ostia

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Conversazione con Federica Angeli: la giornalista di Repubblica racconta, a poche ore dal voto, la situazione del municipio commissariato

Ostia torna al voto. Quel quartiere considerato un po’ come una città a se stante, lontana da Roma. Così lontana che anche le sue vicende politiche non sembrano toccare il resto dei cittadini della capitale che di Ostia parlano solo d’estate, quando vanno a prenderci il sole.

Eppure quella parte di Roma ha una ferita profonda di cui i romani dovrebbero finalmente preoccuparsi e occuparsi, quella lasciata dalla mafia in tutti questi anni.

Quella mafia che è riuscita a entrare negli uffici pubblici, negli appalti ed è arrivata fino al mare, attraverso gli stabilimenti. E che anche dopo le amministrative di domenica potrebbe tornare ancora più forte, nonostante i paletti posti dal prefetto Domenico Vulpiani chiamato a risanare il municipio dopo il commissariamento. Un lavoro per riportare la legalità nel territorio e che rischia di diventare vano dopo queste elezioni, come ci racconta la giornalista di Repubblica Federica Angeli che vive ad Ostia e che da sempre segue queste vicende anche a rischio della sua stessa vita.

Ci racconta di certi politici che si presentano come nuovi, come il cambiamento, ma che in realtà dialogano con chi gestisce il malaffare a Ostia. È di pochi giorni fa la notizia dell’endorsement di CasaPound da parte di Roberto Spada

E la politica torna, anche in queste elezioni, di nuovo a confrontarsi con i clan di quella zona. È di pochi giorni fa la notizia dell’endorsment di CasaPound (che si presenta con il candidato Luca Marsella, del quale abbiamo già parlato) da parte di Roberto Spada (con il quale Marsella si era anche fatto fotografare, postando poi la foto su Facebook), fratello del boss Carmine Spada, definito reggente del clan quando gli altri sono in carcere. Il partito ha fatto una campagna forte sul territorio e anche se non ha chances di vincere, è probabile che porterà qualche suo rappresentante in Consiglio comunale.

Anche perché quello che dicono gli Spada conta. Sicuramente quell’endorsement “può influenzare quella parte di Ostia in cui vive Roberto Spada, cioè Ostia Nuova – spiega Angeli – E la dimostrazione sono proprio le ultime amministrative, in quella occasione Casapound prese il 7% e aveva organizzato feste insieme agli Spada, quindi evidentemente la parola di Spada in quella zona conta”.

Ma il problema non è solo CasaPound, secondo la giornalista di Repubblica. “A contendersi lo stesso elettorato ci sono anche quelli di Sinistra Italiana che appoggia Franco De Donno, parroco di Santa Monica ad Ostia e che per 30 anni è stato responsabile della Caritas locale e ora candidato della lista civica Laboratorio civico X. “Si è scoperto che da una parte come prete aveva lo sportello antiusura per le vittime di racket degli Spada – perché sono loro che a Ostia hanno questa attività – e dall’altra parte ieri è venuto fuori che la Caritas dava dei soldi come indennizzo di povertà a Massimiliano e Dora Spada, condannati due settimane fa con l’aggravante del metodo mafioso. La dichiarazione di De Donno su La7 (in un servizio di Giuseppe Borello, ndr) è stata: ‘Io mi mi immagino di sedermi con loro attorno a un tavolo e proporre una specie di anno sabbatico in cui loro mi promettono di non commettere nessuna azione di mafia o di racket'”. Sulla sua candidatura la sinistra si è divisa; De Donno sostiene di non aver mai aiutato “economicamente Enrico Spada (anche se lei lo scambia per Massimiliano) con “donazioni” di 300 euro mensili – ha fatto sapere De Donno in una nota – La Caritas verbalizza sempre gli incontri che vengono tenuti. Enrico Spada, stando a tali verbali, non è mai venuto alla Caritas”.

A Ostia la mafia si è inserita ovunque e con queste elezioni potrebbe ritornare ai suoi interessi anche lì dove era arrivato il prefetto Vulpiani. “Per fortuna questo mandato durerà poco – dice Federica Angeli – ma dubito che da questi errori si riuscirà a imparare. Dopo due anni e dopo tutto quello che è successo, ricadono ancora nell’errore di credere che quel municipio è stato sciolto per il coinvolgimento del presidente Tassone e per il suo arresto. Ma il municipio non è stato sciolto per questo episodio; nella relazione prefettizia si parla di infiltrazione di questi clan con politicucci e vertici della pubblica amministrazione di quel territorio. Qui è passata una campagna per cui Ostia è stata sciolta per colpa del Pd ma questa non è la verità”.

Qual è stato l’errore commesso dai partiti in tutti questi anni? “Essere andati a braccetto con i clan, chi più chi meno. E poi l’errore di sottovalutare o non comprendere appieno quello che stava succedendo. E soprattutto di non aver costruito una classe politica indipendente dai poteri economici forti di quel territorio, come la categoria dei balneari che ha dettato legge e che a noi cittadini di Ostia ha impedito di vedere il mare, il lungomuro lo chiamiamo noi”.

Un potere al quale neanche il Movimento 5 stelle sembra essere immune, nonostante i propri slogan sull’onestà. “Mentre Sabella faceva un’opera di apertura di varchi e abbattimento dell’abusivismo – ricorda la giornalista – i Cinquestelle si chiudevano nelle stanze e facevano riunioni segrete con alcuni balneari al Polo natatorio. Ferrara, l’attuale capogruppo M5s in Campidoglio, è di Ostia e faceva dibattiti e sedeva allo stesso tavolo di queste persone che hanno distrutto Ostia. Con queste persone non ci si può più sedere al tavolo. Ci sono tante associazioni di balneari, più piccole sicuramente, ma che fanno veramente un lavoro serio per il territorio”.

Per Ostia serve qualcuno che sappia “coltivare quell’indipendenza necessaria in un territorio così contaminato”, in cui anche chi non corrisponde all’iconografia del mafioso può prendere il potere e fare, attraverso la mafia, i propri interessi. In un territorio in cui esistono persino associazioni antimafia false. “Certi esponenti di queste false associazioni li vedo presenziare a dibattiti pubblici a favore di questo o quell’altro partito ed è una cosa imbarazzante. Si spacciano come bandiere della legalità coltivando rapporti con gli Spada. E questo è molto pericoloso”.

Comunque vada sarà un insuccesso? “Vediamo come va a finire, non è detto, ma verosimilmente ci avvicineremo a un insuccesso”. Sarebbe l’ennesimo per Ostia e per i suoi abitanti.

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