Par condicio, da AgCom “forte richiamo” a La7 (e non solo)

Focus

A meno di 40 giorni dal voto dall’Autorità garante richiami a cinque testate. Richiesto il riequilibrio entro il 28 gennaio.

Disparità nell’informazione politica e violazione della par condicio, a danno quasi esclusivo del Pd e del centrosinistra.

È quanto emerge dal richiamo per violazione della par condicio che l’AgCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha fatto arrivare all’indirizzo di ben cinque testate. Tra queste, un richiamo “forte” è stato indirizzato all’emittente La7.

Le testate ‘richiamate’ da AgCom

Il periodo preso in esame è quello che va dal 15 al 21 di gennaio e, scendendo nel dettaglio del comunicato diffuso dall’Autorità, si legge che il Consiglio di AgCom ha deliberato “un forte richiamo all’emittente La7 in relazione al tempo di parola e al tempo di notizia dedicato, specie nelle edizioni principali, a M5S e Lega a svantaggio di altri partiti, segnatamente, PD e Forza Italia, un forte richiamo a Tg4 e a Studio Aperto in relazione all’elevato tempo di notizia fruito da FI a svantaggio delle altre forze politiche, in particolare nelle edizioni principali, un richiamo a Skytg24 in relazione all’eccessivo tempo di parola, riflesso anche nel tempo di notizia, destinato a M5S, LeU e Lega a detrimento delle altre forze politiche, e un richiamo a Rainews per lo squilibrio registrato nei tempi di parola a favore di LeU e a detrimento del PD”.

Penalizzato il Pd

In pratica, nell’intero arco dell’offerta informativa in Tv non c’è emittente o quasi che non si sia fatta notare dall’Autorità vigilante in materia di par condicio. Ma mentre lo squilibrio ‘a favore’ pare ben distribuito, con di volta in volta favoriti, nel tempo concesso, M5S, Lega, Forza Italia o LeU, il tratto comune è lo squilibrio a sfavore, che in tutti i casi ha visto penalizzato il Pd e il centrosinistra.

L’AgCom ha invitato le emittenti a porre rimedio entro la prossima rilevazione settimanale, che si concluderà il 28 gennaio.

Le reazioni

“I pesanti richiami dell’Agcom al rispetto della par condicio mostrano un quadro imbarazzante”, è stato il commento a caldo di Michele Anzaldi, deputato dem in commissione di Vigilanza Rai, che ha aggiunto “in quasi tutte le emittenti ci sono squilibri che danneggiano il Partito democratico, unico partito svantaggiato da tutte le reti sanzionate”.

“Se non arriveranno gli opportuni bilanciamenti, è bene che l’Agcom vada avanti e commini sanzioni dure: la legge sulla par condicio va rispettata da tutte le emittenti, non può diventare un optional a 40 giorni dal voto”, ha concluso.

Per il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, il richiamo di AgCom sarebbe “patetico, irrispettoso e offensivo per il lavoro che svolgiamo”, perché, ha spiegato il giornalista, parlando non di percentuali ma di valori assoluti, “il tempo di parola dato alle due liste citate è di  4 minuti e 12 secondi per il M5S e 1 minuto e 50 secondi per la Lega. In nove ore e mezza di notiziari”.

 

 

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