Elezioni Sardegna, Salvini e Di Maio rompono ancora una volta il silenzio elettorale

Focus

Alle 19 l’affluenza registrata è stata del 43,78%

La Sardegna è al voto per scegliere il presidente di Regione e alle 19 l’affluenza registrata è stata del 43,78%. La giornata fredda non sembra aver frenato la corsa al voto nell’Isola.

Ma non sono mancate le polemiche legate alla condotta dei due leader di Lega e M5S i quali, ancora una volta dopo le elezioni in Abruzzo, non sono riusciti a trattenersi rompendo il silenzio elettorale previsto nel giorno del voto.

La legge (del 1956) parla di divieto di comizi e manifesti, ma l’Autorità garante delle comunicazioni è stata chiara riferendosi recentemente alle politiche del 4 marzo: nel divieto di propaganda ci sono anche i social, che possono influenzare anch’essi gli elettori nell’imminenza del voto. E così Salvini, oggi, è arrivato ad aggirare la legge per ben tre volte. Prima con un post in mattinata, poi con un comizio elettorale e infine, nel pomeriggio, con un video postato su Facebook.

E alle parole del leader della Lega si sono unite quelle di Di Maio, arrivato anche lui a rompere il silenzio: “Andate a votare! Così si vince tutti!”, ha scritto su Facebook. 

Dura la reazione del candidato alla segreteria del Pd Maurizio Martina, che riferendosi a Salvini ha parlato di vergogna: “Deve proprio sentirsi tanto insicuro di quello che fa e che dice per arrivare a tanto”, ha scritto su Twitter.

Tornando invece alla corsa elettorale, sono sette i candidati in campo per aggiudicarsi la presidenza della Regione: Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi liberi), Andrea Murgia (Autodeterminazione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda). Si voterà fino alle 22 di oggi.

Una sfida, quella sarda, che si disputa dopo le elezioni in Abruzzo, che hanno visto il centrodestra tornare alla vittoria con il candidato Gianni Marsilio. La vera incognita del voto di oggi sarà il ‘fattore latte’ dopo l’assenza, al tavolo di trattativa offerto dal Governo, di una delle due parti in causa: pastori di ovini ed industriali caseari. Gli industriali non si sono presentati al ministero facendo saltare un possibile accordo.

Oltre a questo l’altro dato politico è il forte arretramento del Movimento Cinque stelle, alleato del Carroccio al governo, che si è attestato intorno al 20% dei voti, terzo dopo il centrosinistra. Se lo scenario si dovesse ripetere, sarà impossibile non fare una riflessione a livello nazionale, soprattutto in casa M5s.

Secondo le previsioni, diffuse nelle scorse settimane, la competizione elettorale sarda dovrebbe configurarsi come un testa a testa tra Solinas e Zedda, mentre il candidato Cinque stelle Desogus raggiungerebbe, anche qui, solo il terzo posto.

In Sardegna l’amministrazione uscente è di centrosinistra, il governatore Francesco Pigliaru non si è ricandidato e quindi il vessillo viene difeso, in questa tornata, dal sindaco uscente di Cagliari Massimo Zedda, sostenuto da nove liste.

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