Milano è pronta per la sede Ema, Amsterdam no. Sala: “Mettiamogli pressione”

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Sala: “I funzionari europei si alzino dalla sedia e vadano a vedere gli spazi che offrono gli olandesi: mettiamogli pressione e proviamo a vincere”

“E’ il momento di essere aggressivi, proviamoci. E’ il momento di alzare la voce, senza se e senza ma”, ha detto  il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non nascondendo la difficoltà. “Non voglio illudere i cittadini: non ci sono altissime possibilità di riassegnarci il mandato ma bisogna provarci. E per questo chiamo la politica italiana al massimo impegno”. La sua battaglia è per portare la nuova sede dell’Agenzia del farmaco a Milano, nonostante un sorteggio l’abbia assegnata ad Amsterdam. E il governo ha le stesse intenzioni.

Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha confermato infatti che l’Italia è impegnata in una battaglia giuridica molto complessa: “Si tratta di un’operazione difficile, ma era doveroso farlo”. Parlando poi dell’interesse per l’Europa, sempre al centro del dibattito politico in Italia nei partiti tra euroscettici e sostenitori di Bruxelles, Gozi ha detto:”In questa campagna elettorale c’è moltissima Europa. Tutte le elezioni nazionali nell’Ue hanno l’Europa al centro del dibattito. L’Europa non è un settore, ma una dimensione all’interno della quale fare scelte importanti e l’Italia è sempre molto attenzionata da Bruxelles”.

Perché ci sono delle nuove speranze?

La questione si è riaperta quando si è saputo che la nuova sede dell’Ema ad Amsterdam non sarà pronta prima della fine del 2019 e la soluzione provvisoria “non è ottimale”, perché offrirà solo “la metà dello spazio” rispetto agli uffici londinesi (da cui l’Ema si deve spostare per via della Brexit). Il nuovo palazzo, del valore fra 250 e 300 milioni di euro, dovrà essere operativo il 30 marzo, una data non realistica per gli olandesi. Il direttore di Ema ha ammesso che “le ambiziose sfide” hanno reso l’obiettivo “ancor più difficile”.

“È una cosa abbastanza singolare e scandalosa il fatto che Amsterdam non sia pronta a rispettare i termini dell’accordo che è stato preso”, dice la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Da qui la decisione di muoversi in fretta per cercare di riportare in lista la candidatura dell’Italia.

Intanto in Europa…

Se la Commissione Ue si tira indietro dicendo che non pensa di essere parte della disputa legata alla sede dell’Ema, ma di aver semplicemente prodotto, su richiesta dei Paesi, un’analisi forense dettagliata sul trasferimento dell’agenzia, l’Olanda contrattacca.

Il governo olandese fa sapere di essere pronto a collaborare con il Parlamento europeo e ad accogliere gli Europarlamentari che vorranno visitare le strutture che ospiteranno la nuova sede dell’Agenzia. “Siamo in stretto contatto con il Parlamento europeo per una visita ai siti – dice una fonte diplomatica – ne saremo onorati. Non vediamo l’ora di condividere i nostri piani e progredire con loro. Garantire che la delocalizzazione dell’Ema proceda secondo i piani è una responsabilità condivisa da tutti noi, in modo da garantire che l’agenzia possa continuare il suo importante compito senza interruzioni”, aggiunge la fonte.

Ma il indaco di Milano Sala rincara: “Gli olandesi non hanno giocato molto pulito”. Il Primo cittadino invita a mettere pressione “facciamo sì che i funzionari europei si alzino dalla sedia e vadano a vedere gli spazi che offre Amsterdam, anche quello transitorio, per vedere se può contenere le mille persone di Ema”.

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