Ema: il sorteggio favorisce Amsterdam, fuori Milano

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L’ultimo turno di votazioni era finito in parità, con 13 voti a testa, a causa dell’astensione della Slovacchia

Milano non ce l’ha fatta, l’Agenzia europea del farmaco sarà trasferita ad Amsterdam; la capitale olandese è risultata la città vincitrice tra le 19 città candidate iniziali. Ma è stato il caso a decidere, purtroppo.

Infatti, al terzo turno di votazioni, le due città erano a pari punti, 13 a testa. Per questo motivo a Bruxelles si deciso di procedere al sorteggio e la città olandese ha avuto la meglio. Escluse Bratislava, quarta con 18 punti, e Barcellona, quinta con 13 punti.

Per un attimo l’Italia ci aveva sperato. Al primo turno di votazioni Milano era in testa con 25 punti, mentre Amsterdam e Copenaghen avevano 20 punti ciascuna. La città del Pirellone era in testa anche alla seconda votazione con 12 punti, seguita da Amsterdam con 9 punti e Copenaghen con 5.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha parlato di “beffa” per Milano, “una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio”.

Più amaro il commento del sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala: “Non era il sistema a cui teneva l’Italia: è assurdo essere esclusi perché si pesca un bussolotto. Tutto regolare sì ma normale no”.

Il sistema di voto per la scelta della città

Il voto per la nuova sede dell’Ema si è svolto a  Bruxelles, dove si sceglierà anche la nuova sede dell’Eba (l’autorità bancaria europea) a margine del Consiglio Affari generali dell’Ue, a cui partecipano i ministri degli Affari europei (per l’Italia, il sottosegretario Sandro Gozi).

Al primo turno, ogni Paese ha indicato la città candidata favorita (tre voti), e poi la seconda e la terza opzione (rispettivamente due voti e un voto). Ogni Stato membro ha dovuto attribuire tutti e sei i voti a sua disposizione, pena l’annullamento della scheda, come in caso di astensione.

Le candidature per l’Eba che appaiono più forti sulla carta, invece, sono Francoforte (che è già sede della Bce e della Bundesbank tedesca), e le altre due “capitali finanziarie” dell’Europa continentale, Lussemburgo e Parigi, nonché Dublino (favorita dal fatto che vi si parla inglese); seguono Vienna, Praga, Varsavia e Bruxelles.

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