Ma in Emilia-Romagna il Pd ha retto l’urto di Salvini

Focus

In Emilia-Romagna il centrosinistra conquista oltre il 75% dei comuni dove si è votato. La propaganda salviniana non ha attecchito alle amministrative

Da domenica notte la stampa analizzando le amministrative si è focalizzata sull’Emilia-Romagna. Le vittorie del centrodestra a Ferrara e Forlì, unita alla prestazione leghista in regione alle Europee, hanno prodotto analisi affrettate su una regione pronta a cambiare colore. L’Emilia-Romagna è una delle regioni meglio amministrate, i dati parlano chiare, e da sempre rossa. La sinistra ha una lunga tradizione di vittorie, ma occasionalmente in alcune città ha subito delle sconfitte.

E’ successo in passato, quando nel 1999 il centrodestra espugnò Bologna. E’ successo in questa tornata amministrativa con Ferrara e Forlì. Ma veramente l’Emilia-Romagna è pronta a cambiare colore alle regionali di fine anno? I dati dicono che questa tendenza non c’è. Certo l’avanzamento del centrodestra, in particolar modo della Lega, deve essere un monito, ma nella regione le amministrative sono state stravinte dal Pd.

In Emilia-Romagna si votava in 35 comuni superiori. Il risultato è stato 29 a 6 per il centrosinistra, che ha conquistato al primo turno 20 città contro le 2 del centrodestra. In un comune, Casalgrande, al ballottaggio sono andati due candidati di centrosinistra (le divisioni interne sono tra i problemi da affrontare) e il centrodestra si è piazzato al quarto posto con un misero 13%. Se allarghiamo il campo poi, come hanno fatto notare Piero Fassino e Stefano Bonaccini il Pd e il centrosinistra ne hanno vinti circa l’80%. Una percentuale che lascia poco ai festeggiamenti leghisti. Certo due città capoluogo perse in Emilia-Romagna – Parma e Piacenza a parte, solitamente contendibili per il centrodestra – fanno notizia, e dovranno portare ad una riflessione dei gruppi dirigenti locali, ma la situazione appare sotto controllo.

Il presidente della regione Stefano Bonaccini predica prudenza: “Non sottovaluto per niente la posta, ma raccomando prudenza alla Lega: la sera  delle Europee hanno stappato bottiglie di champagne convinti di incassare il giorno dopo un cappotto alle amministrative. E poi hanno conquistato un Comune su cinque. Alle Regionali sarà dura per noi ma altrettanto dura per loro”.

Il presidente, che si ricandiderà, in diverse interviste scorpora i risultati della amministrative rispetto alle Europee. Sì perché se guardiamo le Europee il quadro è a tinte fosche per il centrosinistra: la Lega primo partito in regione con il 33,77%, con il Pd a inseguire al 31,24%. Vedendo quel risultato, a cui si sommano i voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, poteva sembrare una facile vittoria su tutti i fronti. L’inizio della scalata salviniana verso la conquista della regione prima, e chissà anche del governo.

Ma le amministrative hanno ribaltato un voto più d’opinione che sui risultati di governo. Hanno dimostrato che la serietà e la buona amministrazione sono più forti delle fake news e della propaganda. Propaganda che in parte ha funzionato anche in Emilia Romagna, se si guardano le Europee. Ma la propaganda quando si giudica l’attività riguardante la vita di tutti i giorni non serve.

Da questo si riparte, e questa sarà il refrain di una campagna elettorale che qualcuno vorrebbe far già partire sei mesi prima delle elezioni regionali. Se le sconfitte di Ferrara e Forlì sono state solo due dolorose battute d’arresto o qualcosa di più lo si scoprirà tra qualche mese. Per adesso i risultati sono confortanti e mostrano che l’Emilia-Romagna è ancora una regione rossa.

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