Energia, le ragioni degli aumenti

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Ecco i motivi degli aumenti di luce e gas

I recenti aumenti tariffari calcolati e decisi dall’Autorità per l’Energia, nella piena autonomia di una autorità indipendente, hanno dato origine a un dibattito che, nell’imminenza della campagna elettorale, ha assunto toni così accesi da non consentire l’analisi necessaria sulle vere ragioni degli aumenti.

Nel caso dell’energia elettrica con riferimento alla famiglia media in servizio di maggior tutela si nota che delle dieci voci considerate che provocano una variazione della tariffa elettrica, addirittura nove sono in rialzo e solo una è in diminuzione. Da qui l’aumento complessivo del 5,3 %, per circa un terzo imputabile agli oneri per il riordino delle agevolazioni per sostenere la competitività delle aziende ad alti consumi energetici ma per ben due terzi dovuto alla crescita dei costi di approvvigionamento. Sotto quest’ultima voce in realtà vanno il costo dell’energia in netto rialzo (causa la difficoltà sull’idroelettrico per la siccità, sulle importazioni dalla Francia ed il rialzo dei costi del gas) e altri costi collegati a problematiche di rete.

L’incremento del 5,3 % equivale ad una spesa circa 28-29 euro per anno per la famiglia media. Per le fasce domestiche di basso consumo l’aumento è minore per l’incidenza pressoché nulla della variazione degli oneri.

Anche per il gas l’aumento è dell’ordine del 5% ed è dovuto alla crescita che l’Autorità si attende sui prezzi di approvvigionamento data l’attuale stagione invernale e la situazione internazionale.

Per inciso: per una valutazione complessiva degli incrementi, è bene ricordare il rinvio di un anno dell’applicazione dell’ultima fase della riforma della tariffa sugli oneri generali e la riduzione della componente A3 (oneri per le rinnovabili) che hanno limitato la crescita delle componenti parafiscali.

Mentre la revisione delle agevolazioni sui grandi consumatori di energia mette in sicurezza e consente competitività a circa 3.000 aziende che impiegano un milione e duecentomila  lavoratori.  Da questa analisi, risulta evidente come la valutazione esclusiva dell’Autorità sulle tariffe vada ricondotta, per la quasi totalità, ai costi crescenti di approvvigionamento.

Dalle decisioni dell’Autorità traspare come il nostro sistema energetico risenta ancora nella sua funzionalità di fattori strutturali quali, fra gli altri, la composizione peculiare del nostro mix produttivo, la forte dipendenza da un limitato numero di fornitori di gas e alcune criticità sulla rete.

A problemi di sistema di questa natura si pone rimedio solamente con risposte strutturali e noi le stiamo dando con l’approvazione di una Strategia Energetica Nazionale (SEN) organica per il Paese. Strategia che ha come obiettivi anche quelli di fare crescere significativamente le energie rinnovabili con una politica degli incentivi più assennata rispetto al passato e diversificare i fornitori gas, riducendo la dipendenza dal gas russo e aumentando la disponibilità di materia prima. Così come gli investimenti previsti nella SEN per una maggiore resilienza e funzionalità della rete elettrica sono importanti per evitare oscillazioni nei prezzi, al pari dell’impegno assunto per abbassare gli oneri.

E’ proprio dalla natura di questi ultimi rincari in bolletta che si evidenziano, quindi, ancora di più le ragioni della SEN, strumento cruciale per raggiungere un equilibrio migliore e più economico per il nostro sistema energetico.

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