Erdogan alla conquista dei Balcani (e dei voti per vincere le elezioni)

Focus

Bagno di folla per il presidente turco a Sarajevo, dove annuncia investimenti miliardari. Ma i sondaggi in patria non sono ottimi

“L’autostrada tra Belgrado e Sarajevo sarà un elisir per la pace della regione”. Recep Tayyip Erdogan si lancia con queste parole alla conquista dei Balcani. E c’è già chi parla di un ritorno all’impero ottomano. La giornata di domenica 20 maggio verrà ricordata a lungo in Turchia. Migliaia di sostenitori del Sultano si sono radunati nella capitale della Bosnia-Erzegovina per dare tutto il loro sostegno alla corsa del presidente turco in vista delle elezioni che si terranno il prossimo 24 giugno. Sono arrivati da tutta Europa, rispondendo all’appello di Erdogan, che ha chiamato a raccolta tutti i suoi connazionali residenti nel Vecchio Continente.

Un appuntamento molto atteso, che si è svolto a Sarajevo dopo i rifiuti dei governi di Germania, Austria e Olanda (dove vivono milioni di emigranti turchi) di concedere la possibilità ad Erdogan di svolgere il suo comizio elettorale dentro i loro confini. Di qui la scelta, strategica, di ripiegare sulla Bosnia, Paese a maggioranza musulmana, da sempre legato a doppia mandata ad Ankara ed Istanbul. L’obiettivo di questa visita si è rivelato duplice. In primo luogo Erdogan sta cercando il sostegno dei milioni di turchi che vivono in Europa (la cosiddetta diaspora turca) perché il margine di vantaggio sulle opposizioni interne si sta riducendo e ha bisogno di quei voti per ottenere un risultato elettorale che gli consenta di proseguire la sua opera di islamizzazione securitaria del Paese. In secondo luogo ha voluto lanciare un messaggio non solo alla Bosnia ma anche a tutta l’area dei Balcani e alla stessa Unione Europea.

La Bosnia, come la Serbia, il Montenegro, la Macedonia, l’Albania, lo stesso Kosovo, sognano da anni l’adesione all’Ue. Alcuni Paesi hanno già fatto formale richiesta, ma non si arriverà a nulla di concreto prima di una decina d’anni, a essere ottimisti. Erdogan ha voluto dire a tutti che la Turchia c’è, ed è pronta a sostenere la regione con investimenti miliardari. L’ha detto a Bakir Izetbegovic, presidente di turno e rappresentante musulmano nella presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina, ma i destinatari del suo messaggio erano multipli. “L’autostrada Belgrado-Sarajevo ha un costo di tre miliardi di dollari e la Turchia sarà parte integrante del progetto. I nostri scambi commerciali con la Bosnia-Erzegovina arriveranno in breve tempo a un miliardo di dollari. Continueremo a investire in tutti i Balcani, soprattutto nel settore dei trasporti“.

Davanti alla folla di emigranti turchi accorsi a Sarajevo, accompagnato dal coro ‘Sultan Erdogan, ‘Sultan Erdogan’, il presidente ha poi infiammato il palazzetto di Zetra con un discorso dai forti toni nazionalistici e patriottici, accusando i Paesi europei di non essere democratici. “Ritengono di essere culla della democrazia ma oggi non hanno passato l’esame, la Bosnia invece ha dimostrato di essere un Paese democratico”, ha detto Erdogan tra nel delirio da stadio creato dai suoi connazionali, che ha invitato a non perdere le proprie radici acquisendo la cittadinanza dei Paesi nei quali vivono. “Salvaguardate la vostra fede e la vostra lingua. Se le perdete, sarete persi”, ha detto. “Mi rivolgo a tutti i fratelli in Europa, è tempo per l’unità. Insegnate ai vostri figli la lingua materna, e tenete presente che devono conoscere bene il turco ma anche il tedesco, l’inglese o il bosniaco.Vi chiedo di partecipare attivamente ai partiti politici nei paesi in cui vivete. Il 24 giugno non eleggeremo solo un presidente e legislatori, ma faremo anche una scelta per il prossimo secolo del nostro paese”.

Intanto, a poco più di un mese dal voto, i sondaggi fotografano una situazione che sembra giustificare il forte appello al voto dei turchi all’estero di Erdogan. Secondo la previsione di Sonar, tra i più accreditati istituti di ricerca del Paese, il presidente non sarebbe in grado di ottenere la maggioranza assoluta e sarebbe quindi costretto ad andare al ballottaggio per essere riconfermato. Dall’inchiesta effettuata tra il 7 e il 17 maggio, su un campione di 3mila intervistati in 26 province, Erdogan avrebbe il 42% dei consensi, largamente al di sotto del 50,1% necessari per la vittoria al primo turno.

 

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