Esordio della giunta Musumeci: il neo deputato De Luca viene subito arrestato

Focus

Il neo deputato Udc arrestato all’alba di oggi con l’accusa di evasione fiscale

La Guardia di Finanza e i Carabinieri di Messina hanno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari il neo deputato regionale Cateno De Luca, eletto nella fila dell’Udc, e il presidente della Fenapi (Federazione piccoli imprenditori) Carmelo Satta.

Entrambi sono accusati di essere stati promotori di un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa 1.750.000 euro. Nel dettaglio, precisa la Guardia di finanza, attraverso le indagini è stato individuata una complessa rete societaria facente capo alla Fenapi e alla società Caf Fenapi srl riconducibile a De Luca e Satta, utilizzata per porre in essere un sofisticato sistema di fatturazioni fittizie finalizzate all’evasione delle imposte dirette e indirette.

Oltre alle due persone sottoposte agli arresti, sono state deferite a piede libero altri otto associati. Contestualmente è stata disposta l’esecuzione del sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare dell’indebito risparmio di imposta, sia nei confronti degli arrestati che nei confronti della società Caf Fenapi, nei cui confronti è stata applicata la normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti.

De Luca era nell’elenco dei cosiddetti impresentabili. Il politico di Fiumedinisi, nel Messinese, era infatti già stato arrestato per i lavori realizzati nel suo paese natale di cui era sindaco in relazione a una serie di appalti che dovevano eseguire le sue imprese edili. Era il giugno 2011 e allora gli erano state contestate le accuse di abuso d’ufficio e concussione. La procura di Messina aveva chiesto 5 anni e per questo processo è attesa fra non molto la sentenza. A quell’epoca era deputato alla testa del movimento Sicilia Vera e si fece conoscere anche per una serie di iniziative discutibili, come quando, nel corso della legislatura, per protestare contro l’allora presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè per vicende regolamentari, si denudò in sala stampa rimanendo in mutande, per poi coprirsi con la bandiera della Sicilia, la Trinacria, utilizzata a mo’ di pareo. Tra i suoi slogan del tempo “Sono un battitore libero”, “Demoliamo la regione siciliana”.

In quel giugno di sei anni fa, era stato arrestato al termine del Consiglio comunale di Fiumedinisi, con l’accusa di avere utilizzato fondi pubblici destinati alla costruzione di opere di contenimento di un torrente a rischio esondazione, per realizzare un albergo con tanto di centro benessere. Da oltre un anno si indagava sulla realizzazione, in prossimità del greto del torrente Nisi, della struttura di proprietà dei fratelli De Luca che avrebbero dovuto realizzare anche quindici villette e un centro di formazione, facendo modificare la destinazione d’ uso di alcuni terreni agricoli. Secondo le indagini, vennero dirottati soldi che dovevano servire invece alla riqualificazione edilizia, al miglioramento delle condizioni ambientali e al recupero o ricostruzione di immobili colpiti da eventi sismici e calamità.

Una brutta storia che però non ha pregiudicato la sua ricandidatura con Musumeci. Eletto due giorni fa, De Luca doveva essere proclamato a breve deputato. Invece le cose sono andate diversamente, portando la prima grande grana della nuova maggioranza di centrodestra.

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