“Senza l’Europa non andiamo da nessuna parte”. Parla Simona Bonafè

Focus

Intervista all’europarlamentare dem: “Bisogna rispondere ai populismi avvicinando di più l’Ue ai bisogni delle persone”

Un po’ a sorpresa rispetto al battere di tamburi che in questi anni sembrava giungere da altri Paesi, l’Italia sarà dunque il primo Stato europeo ad avere un governo a guida populista-sovranista. E qualche preoccupazione, come già inizia a palesarsi tra le righe delle dichiarazioni ufficiali, comincia a bussare – e non piano – alle porte delle stanze di Bruxelles. Ne parliamo con Simona Bonafè, dal 2014 impegnata in Europa dagli scranni del Parlamento europeo.

Dunque, l’Italia sarà governata dai populisti dichiaratamente ostili all’Europa. Come deve reagire l’Unione?
Partirei, per comprendere i termini della questione, dalle dichiarazioni di giubilo di Farage. Certo non mi stupiscono, ma allo stesso tempo non dimentico chi è Farage, e cioè colui che ha portato la Gran Bretagna alla Brexit ma anche colui accanto al quale i grillini siedono al Parlamento europeo, visto che che fanno parte del gruppo degli ultra nazionalisti dell’EFDD. Detto questo, ritengo che la risposta migliore l’abbia data Mattarella nel discorso alla conferenza “State of the Union”, ribadendo il concetto che davanti ai problemi di oggi pensare di tornare agli Stati sovrani significa perdere la sfida con la realtà e, anche, ingannare i cittadini.

Oggi M5S ha dichiarato, d’accordo con la Lega, che “non ci saranno forzature sul deficit”. Siamo più tranquilli?
Intanto si mettano d’accordo con la Lega, che ha scritto nero su bianco nel suo programma l’uscita dall’euro e lo sforamento del patto. Poi, siamo abituati al fatto che i cinque stelle ci dicano, sull’euro come su altro, ogni giorno una cosa diversa. I fatti, che sono testardi, finora dicono che quando noi Socialisti e Democratici abbiamo fatto in Europa la battaglia sulle politiche economiche, loro non li abbiamo avuto al nostro fianco. Ad esempio quando abbiamo lavorato per la “Comunicazione sulla flessibilità” per concedere margini agli Stati che fanno le riforme, M5S ha votato contro il patto. Più che ai comunicati, io sto ai fatti.

Come si argina l’avanzata dei populismi?
Una possibile risposta per ridare slancio al progetto europeo potrebbe essere quella di avvicinare di più la Ue ai bisogni delle persone, uscendo dai dogmi delle politiche di austerità e dalle pure regole del bilancio per cominciare finalmente a parlare di una Europa che dia risposte concrete. Una di queste, ad esempio, potrebbe essere il sussidio di disoccupazione europeo proposto dal Governo italiano.

L’Italia può fare a meno dell’Europa?
Sia chiaro, oggi senza l’Europa non andiamo da nessuna parte. Pensiamo ad esempio alla guerra commerciale sui dazi tra Usa e Cina, o all’accordo sul nucleare con l’Iran. Davvero possiamo pensare di avere, su simili scenari, un potere contrattuale come singolo Paese?

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