Il partito di Le Pen primo in Francia. Volano i Verdi in Germania

Focus

In Italia affluenza in aumento alle 19: dato parziale 43,29% (in aumento di quasi due punti percentuali rispetto alle precedenti europee)

Un derby tra europeisti e sovranisti nel quale questi ultimi, seppure in crescita in diversi Paesi, non sembrano essere riusciti a sfondare come speravano. E mentre le forze tradizionali – popolari e socialisti – perdono terreno, spunta la sorpresa dei Verdi, protagonisti di un exploit al di là di ogni migliore previsione.

La prima proiezione sulla composizione del Parlamento europeo, basata sugli exit poll di 11 paesi e sulle intenzioni di voto di altri 17, parla di una maggioranza impossibile a Strasburgo: i Popolari primi con 173 seggi, seguiti dai Socialisti e Democratici con 147, e dai Liberali a 102. Quarti i Verdi con 71 europarlamentari (che faranno la differenza nelle allaenze), poi i Conservatori a 58, mentre l’Enf (il gruppo della Lega di Salvini) avrebbe 57 seggi e l’Efdd (il gruppo dei Cinque Stelle e di Farage) 56. La sinistra Gue otterrebbe 42 eurodeputati, mentre nella categoria. Altri vengono conteggiati 37 seggi.

In attesa di conoscere i dati ufficiali, ecco cosa è venuto fuori dai primi exit pool dei Paesi che hanno chiuso i seggi nel pomeriggio.

IN GERMANIA è in vantaggio la Cdu di Angela Merkel con il 27,5%, risultato eccellente per i Verdi che volano al 20,5%. Crollo invece per l‘Spd al 15,5%, che praticamente tocca il minimo storica. “Un risultato amaro”. è il commento dell’esponente di punta della Spd al Bundestag, Carsten Schneider, L’estrema destra Afd guadagnerebbe più di 3 punti percentuali e si attesterebbe al quarto posto con il 10,5%.

Secondo una analisi dei flussi elettorali presentata dalla Ard, i Verdi tedeschi avrebbero sottratto un milione di voti ciascuno ai democristiani della Cdu ed alla Spd. A pesare di più sul successo – che per la prima volta porta i Verdi ad essere secondo partito in Germania – sono stati i giovani elettori, di età compresa tra i 18 ed i 24 anni: il 27% di loro ha votato per gli ambientalisti.

OLANDA E GRECIA – Gli exit poll confermano il dato olandese dei sondaggi, con il buon vantaggio del partito Laburista di Frans Timmermans, mentre in Grecia è in vantaggio Nuova Democrazia, il partito di centrodestra guidato da Kyriakos Kyriakos Mitsotakis, che ha superato il partito del primo ministro Alexis Tsipras. Nuova Democrazia avrebbe ottenuto tra il 32 e il 36% centro il 25-29% di Syriza. Al terzo posto il partito socialista Kinal, erede del Pasok, con il 5-7%. L’estrema destra Alba Dorata avrebbe ottenuto tra il 5 e il 7% dei voti.

AUSTRIA – A Vienna, altro Paese importante di cui si hanno le prime stime di voto, volano i popolari del cancelliere Sebastian Kurz. Secondo i media di Vienna, l’Oevp avrebbe ottenuto il 34,5% dei voti, il 7,5% in più rispetto al 2014: se fosse confermato, si tratterebbe del miglior risultato ottenuto da un partito alle europee da quando l’Austria è entrata nell’Ue nel 1995. Il Partito della libertà Fpoe, travolto nei giorni scorsi da uno scandalo su presunti finanziamenti dai russi in cambio di appalti, avrebbe perso il 2,2%, fermandosi al 17,5%. Secondo partito sarebbero i socialdemocratici, con il 23,5%, mentre i Verdi sarebbero al 13,5% ed i liberali del Neos all’8%.

FRANCIA – Secondo i primi exit poll – pubblicati sul sito del quotidiano belga Le Soir – il Rassemblement National di Marine Le Pen sarebbe il primo partito. La lista guidata da Jordan Bardella dovrebbe attestarsi tra il 23 e il 25%. Al secondo posto arriverebbe la lista Renaissance – espressione del partito del presidente Emmanuel Macron, “La Re’publique en Marche” – guidata da Nathalie Loiseau. La formazione europeista dovrebbe ottenere un risultato compreso tra il 19 e il 22%.

UNGHERIA – Tutto come previsto a Budapest, dove gli exit poll confermano quanto indicato dai sondaggi preelettorali: Fidesz, il partito euroscettico del premier Viktor Orban, vola oltre la maggioranza assoluta al 56%. In calo il partito di estrema destra Jobbik fermo al 9%, mentre nel 2014 aveva ottenuto il 14,67% dei consensi. Il partito socialista Mszp-P è al 10%, stabile rispetto a cinque anni fa. I liberali di Momentum salgono al 10%, ferma al 10% anche la Coalizione democratica DK.

 

Quanto all’Italia, l’affluenza elettorale alle 19 è risultato in rialzo al 43,29%, in aumento di quasi due punti percentuali rispetto alle precedenti europee del 2014 quando la percentuale era del 40,71%. Alle Politiche del 2018 (Camera) l’affluenza alle ore 19 fu del 58,4%.

—– Urne aperte in tutta Italia. Alle 12 affluenza in linea con le passate Europee —-

—– Tutti i numeri dell’Europarlamento (a poche ore dai risultati) —-

 

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