Europee: Lega al 34%, crolla il M5S. Il Pd secondo partito in Italia

Focus

Completato lo spoglio dei voti. I dem, al 22,7 per cento, sorpassano i 5Stelle (17,1%)

La Lega, stando ai risultati delle elezioni europee, raddoppia i consensi ed è il primo partito in Italia con il 34,34%. Il Pd al 22,71% sorpassa invece i Cinque stelle, crollati rispetto ai picchi raggiunti nelle elezioni nazionali del 2018. Il Movimento 5 Stelle, che anche a causa dell’astensione nel Sud Italia è passato dal 32,68 per cento del 2018 a circa il 17 per cento, diventando il terzo partito più votato dopo il Partito Democratico. Anche Forza Italia è calata molto rispetto alle politiche del 2018, passando dal 14,1 per cento all’8,77 per cento: un risultato solo di poco migliore di quello di Fratelli d’Italia, che invece è cresciuto passando dal 4,35 per cento del 2018 al 6,47 per cento. In tutto ha votato il 56,09 degli aventi diritto, in leggero calo rispetto alle europee del 2014.

Nessun altro partito, oltre questi cinque, è riuscito a superare lo sbarramento del 5 per cento richiesto per eleggere deputati al Parlamento Europeo: +Europa si è fermato al 3,09 per cento; la lista Europa Verde è arrivata al 2,29 per cento; La Sinistra è all’1,74 per cento e tutte le altre liste minori hanno preso meno dell’1 per cento a testa.

La Lega di Salvini diventa dunque il partito di maggioranza relativa: un risultato che potrebbe far traballare l’esecutivo gialloverde, con un rapporto di forza tra alleati decisamente rovesciato rispetto alle politiche del 4 marzo scorso.

Matteo Salvini esordisce nella conferenza stampa dalla sede leghista di via Bellerio con un dato: “A Riace e Lampedusa, i due comuni che la sinistra ha scelto come simbolo dell’antisalvini, la Lega ha vinto con oltre il 30%”. E aggiunge: “Quella sui migranti sarà la prima battaglia che vinceremo in Europa”. Torna a ringraziare “i tanti italiani incontrati” in questa campagna elettorale. Chiarisce sulla tenuta del governo: “Non mi interessa il riequilibrio dei poteri interni”. E a gli chiede se abbia sentito Di Maio risponde: “Siamo fermi a dei messaggi di ieri notte. Ma nervi saldi, testa alta per quanto riguarda noi, questo è quello che gli italiani ci chiedono”.

Sarà un  governo ancor più a trazione Lega, pronto a dettare linea e legge pretendendo dall’alleato ridimensionato dalle urne un deciso cambio di passo sui temi dell’autonomia regionale, delle tasse, della Tav, della sicurezza. E mettendo Di Maio con le spalle al muro, in una sorta di prendere o lasciare, perché altrimenti si torna al voto. “Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori, ha spiegato in prima battuta il vicepremier e capo politico Luigi Di Maio: Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare. Il premier Giuseppe Conte ha scelto invece di non commentare i risultati: parlerà stasera, prima di volare martedì a Bruxelles per un vertice informale dei leader europei.

Dopo le Europee l’Italia ritrova un bipolarismo Lega-Pd secondo Nicola Zingaretti: il leader del Partito Democratico secondo alle elezioni per Bruxelles con oltre il 10% in meno della Lega, si propone come avversario numero uno “di una destra estremista leader indiscussa dello schieramento di governo” e annuncia che si prepara a radicare il partito per le prossime elezioni politiche.  “Salvini emerge come vero leader di un governo immobile e pericoloso. Noi vogliamo costruire l’alternativa a Salvini per essere credibili in vista del voto politico. Il governo esce ancora più fragile per divisioni interne di fronte ai grandi appuntamenti che lo aspettano”, ha detto il segretario Pd.

A livello europeo il Partito Popolare Europeo, cioè il principale di centrodestra, e il Partito Socialista Europeo, di centrosinistra, hanno perso una quarantina di seggi a testa e non avranno più una maggioranza da soli.

In Francia ha vinto il Rassemblement National (RN), di destra radicale, che è diventato il primo partito davanti a quello del presidente Emmanuel Macron, En Marche. In Germania il primo posto è saldamente della CDU di Angela Merkel col 28 per cento; dietro ci sono i Verdi con il 20 per cento, mentre i Socialisti sono solo terzi con uno dei peggiori risultati della loro storia, al 15 per cento. In Spagna i Socialisti del primo ministro Pedro Sánchez hanno ottenuto il 33 per cento dei voti, al secondo posto è arrivato il Partito Popolare, Vox (di destra radicale) ha preso il 6 per cento, in netto calo rispetto alle politiche del mese scorso. Nel Regno Unito il Brexit Party di Nigel Farage ha ottenuto il 31 per cento delle preferenze, i Liberal Democratici il 20 per cento, i Laburisti il 14, i Conservatori l’8,8 per cento, uno dei peggiori risultati della loro storia.

Ma l’internazionale sovranista non ha sfondato. Il leader della Lega fa sapere di aver sentito Viktor Orban e Marine Le Pen, ammette che “ci attende un periodo economico complicato”, avverte che le “regole Ue devono cambiare”. Ma, in uno scenario in cui i sovranisti avanzano ma non trionfano, il governo gialloverde potrebbe essere ancora più isolato in Europa.

A livello europeo il Partito Popolare Europeo, cioè il principale di centrodestra, e il Partito Socialista Europeo, di centrosinistra, hanno perso una quarantina di seggi a testa e non avranno più una maggioranza da soli. Ad essere cresciuti molto sono stati i Liberali, l’ALDE, che otterrà il miglior risultato della sua storia superando i 100 seggi, e i Verdi, che dovrebbero passare da 50 a circa 70 seggi. Sono cresciuti anche i gruppi legati alla destra radicale ed euroscettici, che dovrebbero guadagnare complessivamente qualche seggio, anche se sono lontani dall’avere una maggioranza, come ampiamente previsto dai sondaggi. Per ora non ci sono invece dati sulle elezioni amministrative e regionali in Italia, per cui lo spoglio comincerà solo nel pomeriggio di lunedì.

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