La rottamazione delle cartelle funziona, ecco come

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Già nel 2017 si sono registrati 20 miliardi di euro di recupero dell’evasione fiscale di cui 6,5 miliardi solo dalla rottamazione delle cartelle

Si è chiusa con lunghe code agli sportelli la presentazione all’Agenzia delle entrate delle domande per ottenere la definizione agevolata, la cosiddetta rottamazione delle cartelle (sul sito – che è andato in tilt per l’alto numero di accessi – c’è tempo ancora fino alle 23 in area pubblica e alle 23,59 in area riservata).

Nonostante gli uffici fossero rimasti aperti anche sabato scorso (giorno in cui è stato registrato un afflusso di circa 15.000 cittadini) per agevolare il grande numero di persone interessate a estinguere i propri debiti contratti tra il 2000 e il 2017 oggi il sito è stato preso d’assalto dagli ultimi ritardatari interessati a versare le somme di cartelle e avvisi di pagamento senza sanzioni e interessi di mora.

Alla fine di aprile le richieste di rottamazione erano già arrivate a quota 455.000 e metà di queste domande era arrivata attraverso i servizi digitali e la posta elettronica certificata. In testa per numero di istanze Lazio, Lombardia e Campania e tra le città Roma, Milano e Napoli.

Secondo l’erario, quindi, si arriverà a circa 500mila domande anche se c’è chi come i commercialisti e le associazioni dei consumatori che chiedono di prorogare di ancora qualche giorno la data per la consegna delle istanze. Secondo le previsioni si pagheranno circa 3 milioni di cartelle per un gettito in entrata pari a 1,6 miliardi di euro, mentre l’obiettivo è quello di arrivare fino a 2 miliardi entro il 2019.

Un dato decisamente positivo che conferma quello già ottimo del 2017, anno in cui si sono registrati 20 miliardi di euro di recupero dell’evasione fiscale di cui 6,5 miliardi dalla rottamazione delle cartelle esattoriali.

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