Perché la piattaforma beppegrillo.it ha trasferito dei dati alla Acxiom?

Focus

Tracciamento dati, microtargeting e influenza sul voto. Mentre in America si scatena la bagarre, qualcosa, forse, si muove anche in Italia?

Affare Facebook, tracciamento dati, microtargeting e influenza sul voto. Mentre in America si scatena la bagarre, qualcosa, forse, si muove anche in Italia? Sarebbe pure l’ora.

Atene piange ma Sparta non ride. Ne scrissi proprio qui i primi di gennaio e, come si dice in linguaggio aulico, nessuno se lo filò di pezza.

Feci altro, scrissi anche al garante nazionale della Privacy e questa è la copia della mia segnalazione, inviata in data 15 gennaio 2018: “Alla cortese attenzione di chi legge, vorrei segnalare una pratica poco nota da parte della piattaforma beppegrillo.it. Attraverso il sito di notizie Euronews sono venuta a conoscenza di uno studio dell’Università di Princeton che
rivela come masse di dati siano state trasferite dalla piattaforma beppegrillo.it all’azienza multinazionale Acxiom, che ha sede negli Stati Uniti.

Da cittadina italiana, le domande che pongo a voi per avere una risposta ufficiale sono: Perché la piattaforma beppegrillo.it ha trasferito quei dati e in cambio di cosa? I possessori dei dati lo sanno e hanno la consapevolezza di quel che comporta? In Italia è legale?

E io, elettrice italiana, come posso sapere se quei dati  vengano utilizzati per campagne di microtargeting elettorale e non inquinino scelte di voto che influenzeranno la vita di tutti e dunque anche la mia? La Acxiom è un’azienda multinazionale specializzata proprio in microtargeting anche elettorale.  E, soprattutto, tutto ciò, cessione di dati, eventuali usi non noti, può avvenire nella totale mancanza di consapevolezza degli utenti? A tal fine vi allego anche un articolo che parla diffusamente delle attività della suddetta Acxiom (potete leggerla qui)”.

In seguito a questa segnalazione ho ricevuto risposta da parte del Garante a mezzo raccomandata, in cui mi si diceva che non venivano rintracciate irregolarità e che comunque la piattaforma beppegrillo.it è stata chiusa e dunque non si ravvisavano motivi per procedere.

Le mie domande sono ad oggi senza risposta. Non credo ci sia nulla di penalmente rilevante. Anche se in America stanno ravvisando eccome motivi per procedere, da noi pare che tutto sia avvolto nelle nebbie danesi, poi non so, mi sono detta in quei giorni che forse ero io a esagerare, alcuni mi hanno accusata di parzialità, “perché dai, tu sei del PD, e non si insegue Grillo sul suo terreno”, per cui pare più appropriato star zitti.

Altri, più semplicemente, mi hanno ignorata. Oggi continuo a disegnare interrogativi nell’aria. Perché quelle domande non hanno avuto risposta alcuna. Forse non è penalmente rilevante, altri dovrebbero approfondire e accertare in tal senso, ma credo che ci sia molto, moltissimo, di eticamente rilevante.

In realtà il problema sta a monte e cioè nella capacità di discernimento e decodifica dei messaggi dei destinatari delle campagne, nelle percentuali alte di analfabetismo funzionale del nostro Paese (non è un giudizio, è un fatto) e nell’avvertimento accorato che ci lasciò Tullio De Mauro in tal senso: preoccupatevene, perché è in pericolo la qualità democratica. Dire che lo avevamo detto non consola mai, chiedersi cosa possiamo fare e farlo, piuttosto. Non ho altro da aggiungere.

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