Il partito di Cambridge Analytica

Focus

L’azienda, sul suo sito, racconta di essersi occupata anche di un partito politico italiano che ha potuto beneficiare dei suoi servizi.

La bomba fatta detonare dalla clamorosa inchiesta del New York Times e del Guardian non riguarda solo la campagna di Trump o il referendum sulla Brexit, ma anche la politica italiana. E molto da vicino.

A scriverlo è la stessa società finita nel ciclone che sul suo sito parla del suo impegno in italia. “Nel 2012”, si legge in una sezione dedicata ai casi di studio, “Cambridge Analytica ha realizzato un progetto per un partito italiano che stava rinascendo e che aveva avuto successo per l’ultima volta negli anni ‘80. Usando – prosegue la nota – l’Analisi della Audience Target, CA ha rimesso gli attuali e i passati membri del partito assieme con i potenziali simpatizzanti per sviluppare una riorganizzazione della strategia che soddisfaceva i bisogni di entrambi i gruppi. La struttura organizzativa moderna e flessibile che è risultata dal lavoro di CA ha suggerito riforme che hanno consentito al partito di ottenere risultati molto superiori alle aspettative in un momento di grande turbolenza politica in Italia”.

La lotta contro le fake news e il silenzio di Lega e Cinquestelle

In campagna elettorale il Partito democratico ha più volte denunciato il rischio rappresentato dalla disinformazione in rete. Per questo aveva proposto di istituire una Commissione d’inchiesta contro le fake news. Uno strumento che i dem ritengono indispensabile e che verrà proposto già da questa legislatura. Sul tema invece silenzio assoluto dagli altri partiti, in particolari i vincitori.

Il Movimento 5 stelle non ha commentato l’inquietante vicenda di Cambridge Analytica e generalmente non si è mai preoccupato di proporre una qualche soluzione al problema della disinformazione in rete. Stessa cosa la Lega. Anzi, alla luce dei fatti di questi giorni, appaiono inquietanti le parole pronunciate da Matteo Salvini quando all’indomani dei risultati elettorali aveva ringraziato i social network e il popolo della rete che non si era fidato, a suo dire, di “giornalisti poco obiettivi”.

Le dimensioni dell’inchiesta

L’inchiesta dei due quotidiani ha rivelato come i profili Facebook di 50 milioni di elettori americani siano stati violati per fini elettorali. I ruoli di Cambridge Analytica e Facebook sono da chiarire e le ramificazioni di questa grande inchiesta sono molteplici. Il problema principale risiede nelle rivelazioni fatte da Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analytica e fonte cardine del Guardian per questa storia. All’epoca della raccolta di dati tramite le app di Facebook era possibile raccogliere informazioni anche sulle cerchie di amici. Per questo è stato possibile passare dai primi 270mila profili ai 50 milioni citati dall’inchiesta. Il problema arriva quando queste informazioni vengono raccolte dal ricercatore di Cambdrige Aleksandr Kogan, tramite un’app chiamata “thisisyourdigitallife”, e poi passate a Cambridge Analytica, violando i termini d’uso di Facebook. Il punto dunque è la tempistica. Facebook ha agito contro CA solo ora, ma secondo Wylie era al corrente del problema da circa due anni.

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Domande e risposte sullo scandalo Cambridge Analytica

Cos’è Cambridge Analytica?

Cambridge Analytica LOGOÈ una società di analisi che ha raccolto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti in una delle più grandi violazioni della policy di Facebook da quando è nato il social network. La società appartiene al gruppo Strategic Communication Laboratories (SCL) ed è di proprietà di Robert Mercer, matematico e repubblicano convinto, noto per il suo sostegno a campagne di candidati conservatori in tutto il mondo.

Cosa c’entra la psicometria?

La grande quantità di informazioni raccolte sono state elaborate da modelli e algoritmi per creare profili di ogni singolo utente. L’approccio è stato quello della “psicometria”, che si occupa tendenzialmente della valutazione quantitativa dei comportamenti.

C’è un collegamento con la Russia?

Alexander Nix

Alexander Nix

Ci sono tante tracce che collegano CA a Mosca. Basandoci sui fatti basta ricordare di un’audizione svolta il 14 dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta guidata da Robert Muller sul presunto Russiagate. Ad essere ascoltato è stato il numero uno di CA Alexander Nix. Al termine del colloquio Muller ha chiesto email e le comunicazioni dei dipendenti di CA relative alla campagna elettorale per la Casa Bianca del 2016 e alla Brexit.

Chi è Christopher Wylie?

Christopher Wylie

Christopher Wylie

È l’ex dipendente di Cambridge Analytica e principale fonte che ha scoperchiato il vaso.

Chi è Aleksandr Kogan?

È il ricercatore della Cambridge che ha ideato l’app con cui sono stai raccolti i dati e una delle figure chiave dell’inchiesta.

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