La battaglia contro le fake news sbarca in Europa

Focus

Istituito il Gruppo di Alto Livello della Commissione Ue, anche per l’allarme di possibili ingerenze nelle elezioni italiane

La battaglia contro le fake news approda anche in Europa. Dopo il dilagare, nei mesi scorsi, di voci su possibili interferenze delle bufale diffuse ad arte sulla Rete in processi democratici di importanza cruciale come le elezioni americane e il referendum sulla Brexit, le orecchie ai commissari dell’Unione europea devono essere fischiate forte, fino alla decisione di istituire, qualche giorno fa, il Gruppo di Alto Livello per lotta alle notizie false e alla disinformazione online.

Una scelta nella quale il nostro Paese è in prima linea, dal momento che la spinta decisiva per una istituzione rapida della task force è stato l’allarme di possibili ingerenze russe nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Forse anche per questo non è un caso che su 39 membri del gruppo, sono ben 4 gli esperti italiani coinvolti, e cioè i giornalisti Gianni Riotta e Federico Fubini, Oreste Pollicino, docente alla Bocconi, e Gina Nieri, dirigente Mediaset.

“Le fake news non sono un’invenzione, ma un reale pericolo per le nostre democrazie – spiega a Democratica Sandro Gozi, sottosegretario del Governo italiano con delega agli affari europei -. Un tema talmente sentito che anche la Commissione europea ha deciso finalmente di investirci. Fin dalla prima discussione in un Consiglio Affari Generali di qualche mese fa, ho fortemente sostenuto la proposta della Commissione di investire su questo, dunque il Governo italiano è tra quelli che più hanno spinto in questa direzione”.

Compito del Gruppo di Alto Livello, ha fatto sapere la commissaria europea al Digitale Mariya Gabriel, al termine della prima riunione di due giorni fa a Bruxelles, sarà quello di “elaborare meccanismi per identificare le false informazioni e limitare la loro circolazione”, ma anche “favorire la trasparenza, la differenziazione e la credibilità delle fonti di informazioni”.
Per la commissaria Gabriel “le fake news si stanno diffondendo a un ritmo preoccupante, al punto da minacciare il benessere delle nostre democrazie e i valori democratici. Per questo è necessario compiere uno sforzo collettivo contro le informazioni false”.

Il principale obiettivo che si è dato la task force, presieduta dalla professoressa Madeleine de Cock Buning, docente dell’università di Utrecht specializzata in Proprietà intellettuale, e composta da rappresentanti della società civile, delle piattaforme social, delle aziende editoriali, da giornalisti e accademici, sarà quello di presentare entro aprile una strategia per contrastare il fenomeno ‘fake news’.

L’istituzione del Gruppo arriva, tra l’altro, dopo che anche il Parlamento europeo si era mosso, con il voto dello scorso dicembre che, nell’ambito della Relazione annuale sull’attuazione della Politica estera e di sicurezza comune, richiamava l’impegno della Commissione europea e degli Stati membri a combattere le notizie false e a “consolidare ulteriormente la capacità dell’Ue e dei suoi paesi partner di contrastare le notizie false e la disinformazione ed elaborare criteri chiari che rendano più agevole il riconoscimento delle notizie false”. Una posizione che, è bene ricordarlo, aveva visto il voto contrario del M5S.

“Come Parlamento ci siamo impegnati fin dall’inizio per porre all’attenzione il tema delle fake news – spiega a Democratica Nicola Danti, eurodeputato del Pd e incaricato della partita sul digitale in commissione Mercato Interno-, per questo salutiamo con soddisfazione che sia stato posto tra le priorità della Commissione, e che ci sia in animo di proporre delle linee guida per gli Stati membri. Da parte nostra, continueremo a vigilare, soprattutto sull’atteggiamento delle forze contrarie a simili misure”.

“Del resto – prosegue Danti nel ragionamento -, se c’è un tratto comune è che le fake news vanno a sostenere e finanziare tutti i movimenti antieuropeisti. È bene ricordare che non c’è un tema ‘fake news’ in generale, perché la sola disinformazione politica che gira è quella sponsorizzata da chi è fortemente contro l’Europa”.

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