Il Cdm non decide niente e Tria vorrebbe gli 80 euro

Focus

Il ministro dell’Economia: “Secondo me è meglio avere più imposte indirette, in altri termini più Iva, e meno IRPEF”. Dal Pd: “Ruba ai poveri per dare ai ricchi”

Come pronosticato il Consiglio dei ministri di ieri si è concluso con un nulla di fatto. I due provvedimenti, uno per forza di maggioranza sono stati rinviati ad un prossimo Cdm. Entrambi i contraenti aspettano le Europee, non vogliono approvare nulla per non perdere consenso.

Quindi né il decreto Sicurezza bis per Salvini, né il decreto Famiglia per Di Maio. Una riunione che oltre le parole di facciata è stata molto tesa. Lega e M5s continuano a polemizzare tra di loro, in attesa del 26 maggio. Poi si vedrà. Ma sul decreto Famiglia lo schiaffo per Di Maio è doppio.

Oggi infatti il ministro Tria ha spiegato che le coperture “non sono state individuate al momento” e il provvedimento “è stato rinviato”. Parole che non sono piaciute al M5s che a stretto giro di posta hanno risposto: “È curioso che il ministro Tria parli di assenza di coperture per il decreto Famiglia, quando il miliardo è stato certificato anche dal presidente Inps, e ammetta poi candidamente che la Flat tax così come proposta si potrebbe invece fare, quando le coperture secondo i tecnici superano i 30 miliardi”. Insomma il governo è bloccato nelle beghe di maggioranza, che continuano esclusivamente con la loro propaganda.

Ma il ministro Tria ha invece messo gli occhi sugli 80 euro che dal 2014, grazie ad una norma del governo Renzi, circa 10 milioni d’italiani ricevono. Per Tria il provvedimento è stata “tecnicamente una decisione sbagliata”. E ha ammesso che in una riforma fiscale “vengono ovviamente riassorbiti”. E’ ovvio che il ministro stia cercando i soldi per la Flat tax promessa da Matteo Salvini. E quei soldi, che al momento non ci sono, li andrebbe a trovare prelevando dalle tasche degli italiani a cui il bonus ha dato un po’ d’ossigeno.

Posizione molto criticata dal Pd, con Maurizio Martina che commenta: “Il ministro Tria sostiene che gli 80 euro a 10 milioni di lavoratori sotto i 1400 euro al mese di stipendio si possono cancellare per fare la Flat tax a vantaggio dei ricchi. Si preparano a togliere ai redditi medio-bassi per avvantaggiare i redditi alti: è il governo dei Robin Hood al contrario”.

Ma il ministro dell’Economia, che era ospite alla trasmissione Agorà, ha detto di più. Il ministro, infatti, ha illustrato la sua posizione favorevole all’aumento dell’Iva: “Secondo me è meglio avere più imposte indirette, in altri termini più Iva, e meno IRPEF. Ma questo non ha niente a che vedere con l’ammontare complessivo delle tasse”. Insomma Tria, a differenza di Salvini e Di Maio, ammette serenamente che l’aumento dell’Iva è un’ipotesi concreta.

E proprio su questo il segretario dem Nicola Zingaretti si concentra: “Il ministro Tira ha il vantaggio di dire la verità e cioè che i conti sono allo sfascio e che bisogna o aumentare l’Iva o tagliare i servizi. Il problema è che il resto del governo fa finta che non esista e che sia un passante”. La stangata è in arrivo, tutto per inseguire la propaganda di Salvini e Di Maio. Il dramma è che a farne le spese saranno gli italiani, soprattutto le famiglie con i redditi bassi.

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