La battaglia di Salvini per discriminare le famiglie arcobaleno

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Nonostante il parere negativo del garante della Privacy, il ministro dell’Interno tira dritto

Ecco quali sono le priorità per il ministro degli Interni e vicepremier: lottare, con le unghie e con i denti, per discriminare le famiglie arcobaleno. Non si spiega in altro modo l’accanimento di Salvini sulla sostituzione dell’indicazione di ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ con ‘padre’ e ‘madre’ nei moduli per il rilascio della carta di identità elettronica per i figli minorenni. Era stato proprio il ministro a sollevare la questione al Garante per la Privacy chiedendo un parere, e l’Authority guidata da Antonello Soro ha rilevato diverse criticità dando parere negativo.

Nonostante questo il ministro tira dritto: “Noi andiamo avanti, non esiste privacy che neghi il diritto ad un bimbo di avere una mamma e un papà”.

“Condivido interamente il parere del Garante per la Privacy”, ha dichiarato Luigi Manconi, direttore dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo Manconi, infatti, la modifica esporrebbe “al rischio di disparità di trattamento” nei casi segnalati dal parere e di violazione della protezione dei dati personali. “L’Unar – conclude Manconi – chiede al governo di accogliere interamente il parere del Garante per la Privacy nella elaborazione delle modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica”.

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