Eccolo il Far West: a Vicenza spara dal terrazzo e ferisce un operaio immigrato

Focus

Un altro caso simile a quello della bimba rom colpita a Roma. Proprio ieri il presidente Mattarella aveva alzato il livello d’allarme su questi fatti

Un operaio immigrato che stava lavorando su una pedana mobile a sette metri di altezza a Cassola (Vi), è stato ferito ieri pomeriggio da un piombino alla schiena. A sparare, con un fucile ad aria compressa, secondo le indagini dei carabinieri, un 40enne che abita in un condominio nei pressi del luogo del ferimento.

L’uomo, che non ha motivato il suo gesto, è stato così denunciato a piede libero dai carabinieri della Compagnia di Bassano per esplosioni pericolose e lesioni aggravate. Il fatto è accaduto nel centro del paese vicentino: l’operaio, 33 anni, originario di Capo Verde, dipendente di una ditta di impianti elettrici con sede a Vicenza, si trovava su una pedana mobile, sospeso a circa 7 metri d’altezza, impegnato a collegare le luminarie davanti al municipio, quando ha sentito un colpo d’arma da fuoco e subito dopo ha avvertito un violento bruciore alla regione lombare sinistra.

Ferito e dolorante, è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale di Vicenza per gli accertamenti e le cure e dimesso con una diagnosi di 7 giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che dopo una ricostruzione della vicenda hanno diretto le loro attenzioni su un vicino condominio di via Martiri del Grappa. Nell’ispezione dello stabile i carabinieri hanno rinvenuto su un terrazzo condominiale alcuni pallini di piombo per arma ad aria compressa.

Durante la perquisizione di un appartamento di un 40enne, hanno trovato e sequestrato una carabina calibro 4,5 mm, ad aria compressa un’arma a libera vendita, utilizzata appunto per ferire l’operaio. E quindi è scattata la denuncia del feritore.

I contorni della vicenda sono ancora da definire e non è ancora chiaro se ci siano state motivazioni razziste ad armare l’uomo che ha esploso il colpo. Quello che risulta chiaro, è invece il clima teso che pervade la vita pubblica del nostro Paese e che alcuni politici al governo cavalcano in maniera sconsiderata. Ne è convinta la deputata del Pd, Alessia Morani, che chiede a Salvini di smettere i “panni del leader della Lega” e di iniziare a fare il ministro dell’Interno: “garantisca la sicurezza degli italiani” invece che “scatenare la violenza” e “fomentare l’odio contro gli immigrati”. Sulla stessa linea Emanuele Fiano che prima ricorda come “I leader di governo dovrebbero conoscere il peso delle parole, ma cercano solo consenso”, e poi elenca tutte le città che negli ultimi mesi sono state toccate dalla violenza razzista. “Macerata, Forlì, Caserta, adesso Vicenza, la vicenda della bimba Rom da chiarire. – scrive su Twitter – Non sono più casi #Noindifferenza”.

Il Pd ha promesso battaglia anche sulla scellerata legge sulla legittima difesa, che con tutta probabilità porterà solo all’aumento delle armi e dei morti. Nell’ultimo mese e mezzo sono stati sette i casi in cui il razzismo ha incontrato la violenza delle armi. Un “Far West” che il Carroccio sembra volere fortemente, tanto è l’impegno profuso per rendere la paura dello straniero il piatto forte della propaganda leghista.

La legittima difesa e l’appello di Mattarella

L’Italia non dev’essere il Far West. Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando che nessuno deve restare indifferente di fronte all’episodio di una bimba di 14 mesi ferita da un proiettile ad aria compressa a Roma. Il monito di Mattarella si riferiva solo all’ultimo episodio registrato dalle cronache. Ma nelle ultime 24 ore ne sono avvenuti altri due, entrambi nel Vicentino: del primo – l’’operaio straniero colpito mentre stava lavorando – vi parliamo in questa pagina, del secondo – un ragazzo di 39 anni ucciso con 5 colpi di arma da fuoco – è in corso tutt’ora la caccia all’uomo. Salvini oggi a Radio24 ha detto che non vuole il Far West e che “con la Legittima difesa vorremmo semplicemente rendere meno complicato difendersi”. Peccato che i dati e le notizie degli ultimi giorni fanno ben capire come non ci siano margini per discutere una legge che renderebbe l’Italia un posto più violento e meno sicuro.

I precedenti della folle caccia allo straniero

Sette casi di assoluta violenza. Tutti avvenuti negli ultimi 90 giorni. Una frequenza che spaventa e inquieta. L’ultimo è quello di ieri a Vicenza, altri 6 sono avvenuti nell’ultimo mese e mezzo, eccoli: – 17 luglio, a Roma una bimba rom di 14 mesi viene raggiunta da un colpo di pistola ad aria compressa potenziata nella periferia est ; – 9 luglio, a Torino un uomo scende in strada e inizia a inveire contro un migrante brandendo una pistola, poi rivelatasi ad aria compressa; – 6 luglio, a Forlì un ivoriano di 33 anni viene ferito all’addome e a un braccio da proiettili ad aria compressa sparati da un’auto in corsa; – 3 luglio, ancora a Forlì, due ragazzi in motorino sparano ad una donna nigeriana con una pistola ad aria compressa; – 22 giugno, a Napoli un cuoco originario del Mali, Konate Bouyagui viene colpito all’addome da un proiettile di fucile a piombini; 11 giugno a Caserta due giovani maliani titolari vengono avvicinati da un’auto con a bordo tre giovani che, al grido di “Salvini, Salvini!”, sparano due colpi ad aria compressa.

 

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