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Diciotti, Martina a Catania. Il governo sotto accusa

Maurizio Martina è a Catania per portare di persona la posizione del Pd sull’inquitante caso della nave italiana “Diciotti” con a bordo 177 immigrati impossibiliti a sbarcare per il diktat di Salvini.

 

Stasera al molo è prevista una iniziativa di solidarietà – Catania accoglie – mentre cresce la critica alla decisione del Viminale, apertamente contestata dalla Procura di Catania.

Faraone non può salire sulla nave

“Ci è stata negata una ispezione sulla Diciotti perché finora non è stata avviata alcuna indagine epidemiologica sulla nave militare che da giorni è bloccata nel porto di Catania. Ci sono 177 migranti e tanti militari italiani dell’equipaggio sequestrati da Salvini e Toninelli che sono a rischio epidemia”. Lo afferma il senatore del Pd, Davide Faraone.

“Ci siamo rivolti alla Capitaneria di Porto e al Prefetto di Catania per salire sulla Diciotti e verificare le condizioni dell’equipaggio italiano e delle 177 persone che da giorni sono costrette a permanere a bordo senza poter sbarcare. Vogliamo interloquire con il comandante e i medici a bordo della nave”.

“La risposta che ho ricevuto – sottolinea Faraone – è che non si può salire sulla nave e nessuno può scendere fino a quando non verranno verificate dalle autorità competenti le condizioni sanitarie dei migranti. Ma nessuno ha dato alcuna autorizzazione in questo senso, per cui tutte le persone a bordo sono a rischio sanitario”

“Quanta gente deve soffrire ancora per questo spot di Salvini avallato da Toninelli? La gestione dei migranti è certamente una questione da affrontare in Europa, ma i tempi dell’Europa non possono impedire di affrontare una emergenza umanitaria che coinvolge anche cittadini italiani”.

Poco dopo rispondendo a colleghi giornalisti su Twitter il senatore Faraone ha aggiunto: “So che il procuratore Patronaggio della procura di Agrigento sta proprio adesso andando ad interrogare il comandante della nave. Fiducia nella magistratura”.

L’appello di Fico e la risposta del Pd

Un rischio a cui ai ministri competenti non sembra interessare. Intanto arriva anche l’appello anche del Presidente della Camera Roberto Fico: “La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone – tra cui alcuni minori non accompagnati – devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue”.

Ma il governo al momento sembra sordo agli appelli di magistrati, associazioni umanitarie, UNHCR, opposizioni e persino del Presidente della Camera, che ricordiamo è un esponente di spicco del partito di maggioranza nella coalizione di governo.

A Fico rispondono Anna Ascani, Alerria Morani e Andrea Rossi che gli chiedono di telefonare ai suoi compagni di partito invece di continuare con i Tweet.

Quel che di più colpisce però è il silenzio del Presidente Conte, che in questi giorni non ha mai fatto sentire la sua voce.

La destra europea dice no a Salvini

Dall’Europa nessun segnale. Anzi, è proprio dagli alleati europei di Salvini che vengono secchi no a qualunque collaborazione: come quello scandito dal Cancelliere austriaco Kurz (l’Austria è presidente di turno della Ue), esponente di quella destra xenofoba e autoritari che tanto piace al ministro dell’Interno italiano.

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