I valori dell’antifascismo e della Resistenza costituiscono la nostra identità

Focus

Siamo usciti dal XX secolo ritenendo che il racconto dell’orrore attraverso film, libri, testimonianze fosse il metodo migliore per costruire cittadini consapevoli. Non è così

Il fascismo è tornato? E se in realtà non se ne fosse mai andato? I segni sono numerosi e non solo di oggi: la sostanziale normalizzazione del fascismo storico, la rivalutazione del nazionalismo, dei confini, delle piccole patrie, ancora più piccole ai tempi dell’Erasmus, l’arrivo sulla scena politica e sociale dei nuovi fascisti e di nuovi fascismi, l’adozione pressoché generale di un vocabolario politico intollerante e razzista verso lo straniero e il diverso, la diffusione del rancore come sentimento primo nella ricerca al capro espiatorio, il crescere di una sottocultura della violenza che non esita a tradursi in pratica, la mistificazione culturale e simbolica della destra.

Il fascismo è attuale perché in un’ Europa dove si avverte una stanchezza della libertà, un’insofferenza per la democrazia e dove il sentimento dominante è la paura viene visto come una scorciatoia, la più percorribile, alla politica stessa.

In questi giorni bisognerebbe avere in mano “Fuga dalla Libertà” di Carlo Levi un libro che racconta la patologia del rapporto cittadino-Stato. Levi pone al centro delle sue pagine la denuncia di un eccesso della politica proprio sulla base e della conseguente depoliticizzazione dell’individuo tanto da innescare la convinzione che l’elettore deve prima di tutto “fargliela pagare ai politici”. Così la paura diventa un grande tema politico.

Se la pagina Facebook “I giovani fascisti italiani” conta più di 27mila seguaci, la community “Essere fascisti non è reato” veleggia oltre i 66mila e continua a crescere, se un giovane leader politico di 39 anni come Alessandro Di Battista del Movimento 5 stelle dice che  il fascismo e l’antifascismo sono come i guelfi e i ghibellini, superati dalla storia, o farneticano, come nel caso di Salvini, di “sostituzione etnica”, se un candidato governatore di una regione di 10 milioni di abitanti come la Lombardia afferma che “dobbiamo decidere se la nostra razza bianca debba continuare ad esistere”, parole e musica del leghista Attilio Fontana, occorre tornare seriamente e in fretta a pensare a interrogarsi su come il racconto dell’antifascismo possa riguadagnare senso ed efficacia.

Siamo usciti dal XX secolo ritenendo che il racconto dell’orrore attraverso film, libri, testimonianze fosse il metodo migliore per costruire cittadini consapevoli. Non è così. Cosa possiamo fare noi per ricostruire, dalle fondamenta, un sentimento antifascista che non sia solamente ideologico ma piena e ferma consapevolezza?

Dobbiamo affermare – come generazione di Democratici prima di tutto – che i valori dell’antifascismo e della Resistenza costituiscono la nostra identità. Nella presentazione del professor Luciano Bergonzini ad uno dei testi che considero fondamentali per capire la Resistenza (Soldati per conto nostro di Francesco Genitoni) c’è scritto “…una nuova grande solidarietà popolare; l’abbandono di assurde divisioni religiose che avevano scomposto l’antifascismo all’origine; la fantasia che accompagnava il coraggio nell’azione dei giovani; e anche la germinazione spontanea di idee nuove che nascevano da un dibattito, confuso ma fecondo, sul futuro del Paese”.

Sono i nostri valori, da Democratici prima di tutto, di chi vuole demistificare la leggenda del fascismo buono e del nazismo cattivo, ribadire che il fascismo è stato violenza, sopraffazione, privazione di libertà, di chi vuole guardare al futuro senza rimanere chiuso nelle gabbie cultuali del secolo scorso che fanno indossare una felpa nera senza conoscere il significato più profondo di quel gesto e capire che la possibilità di farlo è data dalla sconfitta di quell’effige esibita con orgoglio sul petto.

Il domani non si prepara con i pennelli ma nel cuore degli uomini scriveva Carlo Levi è questo l’insegnamento da tenere in mente in questi giorni distratti e complessi.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli