Federer-Nadal forever, quando lo sport diventa epica

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I due “ragazzi” daranno spettacolo a Parigi: Rafa è favorito, ma Roger è Roger

Difficile, forse impossibile, scrivere qualcosa che possa corrispondere alla grandezza di questa rivalità. Siamo al limite del trascendentale. Probabilmente servirebbe una grande poesia, un passo di un maestro della letteratura. Il rischio di cadere nella banalità è enorme. Dove non arrivano le parole, però, possono giungere in soccorso i numeri: 37 tornei dei Grande Slam in due, 182 titoli Atp, 230 milioni di prize money in carriera.
Federer-Nadal (o Nadal-Federer, come preferite) è ormai un nome quasi unico, una simbiosi totale tra due monumenti assoluti del tennis mondiale, i due più vincenti e più amati di sempre. Domani pomeriggio di ritroveranno, per la 39esima volta in carriera, di nuovo a tu per tu, l’uno contro l’altro. Sulla terra di Parigi, il regno di Rafa, dove lo spagnolo è stato in grado di trionfare ben 11 volte e lo svizzero solo una. Dove Nadal è sempre il favorito numero uno e Federer, secondo qualcuno, non avrebbe mai dovuto o potuto rimettere più piede.
E invece eccoli ancora lì, ancora loro. Pronti a scrivere un altro capitolo di una storia incredibile, impareggiabile.

Correva l’anno 2005. Il tennis stava vivendo un momento di transizione tra una generazione e l’altra. Pete Sampras aveva appeso la racchetta al chiodo da qualche anno, Andre Agassi era alle battute finali. Un ragazzo svizzero di 23 anni aveva cominciato a stupire il mondo, conquistando, nei due anni precedenti quattro tornei dei Grande Slam e raggiungendo la vetta della classifica mondiale.

Un altro ragazzo, di cinque anni più giovane di lui, si era affacciato prepotentemente nel salotto nobile del tennis globale, stupendo tutti per la sua precocità. L’anno prima aveva vinto il suo primo titolo Atp, a diciotto anni, a Scopot, chiudendo l’anno in posizione numero 51.

Ma è nella primavera di quello stesso 2005 che si impone come il nuovo dominatore della terra rossa. Con 24 vittorie consecutive infrange il record di Andre Agassi di vittorie per un teenager, conquistando, nel giro di due mesi, il suo primo Masters di Montecarlo, il Masters Series di Roma e il torneo Godò di Barcellona.

E così, a Parigi, i due ragazzi, Federer (testa di serie numero 1) e Nadal (testa di serie numero 4) si ritrovano in semifinale. E’ il loro primo incontro in un torneo del Grande Slam, non sarà l’ultimo. Nadal vinse quella semifinale e volò a giocarsi il titolo contro l’argentino Mariano Puerta, sverniciato in quattro set, diventando così il terzo tennista della storia a vincere uno Slam alla prima partecipazione, dopo Mats Wilander e Andre Agassi.

Oggi, Rafael Nadal, 33 anni compiuti ieri, e Roger Federer, 38 anni ad agosto, sono pronti a sfidarsi, ancora in semifinale, come quattordici anni fa. L’ultima vittoria dello svizzero contro lo spagnolo sulla terra rossa risale al 2009, dieci anni fa. Per questo e per tanti altri motivi, Rafa parte nettamente favorito. Ma, nel tennis, quando gioca Federer, mai dire mai: “Se non avessi voluto affrontare Nadal – ha detto Roger – non mi sarei neppure iscritto al torneo”.

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