Ai miei figli ho detto: “Io non sono come loro”. La sfida di Federica Angeli

Focus

Ieri alla Camera la presentazione del libro “A mano disarmata” con Luciano Nobili, Stefano Costantini, Alfonso Sabella e Marco Minniti

“Un libro che si divora. Un libro che fonde conoscenza ed esperienza sul campo. Un libro che illumina la realtà, perché Federica ha fatto questo: ha portato luce, dove luce non c’era”. Così Luciano Nobili ha aperto la presentazione del libro “A mano disarmata” (Baldini&Castoldi) di Federica Angeli che ha organizzato alla Camera, a Palazzo San Macuto, insieme a Stefano Costantini, Alfonso Sabella e Marco Minniti.

“Una promessa è una promessa – ha raccontato – L’avevo fatta a Federica quando aveva partecipato ad una mia iniziativa in campagna elettorale: se mi avessero eletto l’avremmo presentato insieme proprio qui, accanto alla commissione Antimafia. Perché Federica ha fatto domande che tutti si erano dimenticati di fare. E ha avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Ha chiamato mafia quello che era mafia”.

Per Marco Minniti “un titolo folgorante, disarmante, in contrasto ad un una realtà che vorrebbe che tutti rispondessero a mano armata, la sfida di Federica Angeli è stata quella di raccontare una storia umana”.

“Nella democrazia dei governi anonimi, guidati oggi da un anonimo esecutore, Federica diventa protagonista di un romanzo che racconta il professionismo di eccellenza che oggi rappresenta l’eccezione – rivendicando la normalità – imbattendosi in un racconto, decisivo per la sua vita, che comincia con un impegno civile e morale che rischia di diventare un vero e proprio incubo”.

Federica è una professionista e nulla vuole avere a che fare con l’essere un’eroina, quella che nell’immaginario collettivo sta al di sopra, che si distacca dal resto. Lei no. E lo si nota da uno dei dialoghi col marito riportati nel libro, che Nobili decide di leggere.

Il marito le dice che forse è il caso di fermarsi. Che ci sono i loro figli di mezzo. E in quel momento Federica gli risponde: “Amore, guardami bene negli occhi. Ci sono stati degli spari. Immagina questa scena tra dieci anni, con i nostri cuccioli ormai grandi. Loro rientrano dopo una serata con gli amici e sentono gli spari sotto casa. Ci pensi se un proiettile dovesse ferire uno di loro? Cosa gli diciamo poi? Guardate che siccome dieci anni fa la mamma sapeva che contro di loro non si vinceva, si è rimessa a dormire? Questo gli raccontiamo? No, io non sono così. Ora scendo, vado a prendere informazioni e scrivo un articolo per denunciare tutto quello che ho visto. Voglio scegliere. Devo poter scegliere di non essere come Loro. E’ per i nostri figli che dobbiamo farlo, lo capisci?”.

Lei rassicura i suoi bambini che vedono gli Spada sotto casa e pensano siano suoi spasimanti, racconta loro che i ragazzi della scorta sono autisti in palio al giornale per il pezzo più bello.

Tra gli applausi per le parole che ha rivolto ai suoi figli, Nobili la ringrazia anche perché in questo libro racconta cosa vuol dire vivere sotto scorta. Racconta che non è un premio, come vergognosamente dichiara un ministro dell’Interno come Salvini che soffia sulla paura e si permette di ipotizzarne la revoca a uomini che si sono esposti nel coraggio della denuncia del malaffare, come Saviano, a cui la sala rivolge un caloroso saluto.

“Eppure è di sorprendente coraggio, perché impatta, all’inizio – conferma Sabella, ex sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo ed ex Assessore alla legalità del Comune di Roma con delega su Ostia – con quello che viene considerato un tema totalmente nuovo: la Mafia nel ‘mare di Roma’. Che sì, viene fuori per via di una testata, quella che ricordiamo tutti, a Daniele Piervincenzi, e che sfocia in una aggravante – considerata dai più arrogante – di associazione di stampo mafioso. Ma ecco la Procura, che ‘gioca in attacco’, e fa Stato”.

Ed è lì che finalmente si riconosce anche il ruolo del Partito democratico. È la stessa Federica ad ammetterlo: “Per quanto io non sia mai stata tenera con il Pd, gli esponenti del Partito democratico, a partire da quello qui oggi, ci sono stati e non mi hanno mai lasciata sola. Come una carezza nel buio”.

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