Proteggere Federica, proteggere NOI

Focus

Federica Angeli è una donna che ha cominciato a combattere da sola, sola contro tutti. In troppi la consideravano una visionaria, soprattutto perché parlava apertamente di mafia

Federica Angeli è, prima di ogni altra cosa, una donna coraggiosa. E lo è non tanto perché ha messo a rischio la propria vita per affermare la verità, per liberare la sua terra, che è la nostra terra, dalla mafia, mettendosi in prima linea contro i clan, come pochi avrebbero osato fare. Come prima di lei nessuno aveva davvero osato fare ad Ostia.

E’ una donna che ha cominciato a combattere da sola, sola contro tutti. In troppi la consideravano una visionaria, soprattutto perché parlava apertamente di mafia, pochi credevano a quello che con la sua penna raccontava e voleva raccontare, a quella verità per la quale si batteva.

Il suo giornale ha avuto il merito di non abbandonarla, la Procura di Roma quello di andare a fondo, a partire dalle sue denunce. E le associazioni antimafia sane così come il nuovo PD, rinato a Roma dopo un periodo buio, gli amministratori coraggiosi come Stefano Esposito e Alfonso Sabella insieme a tanti di noi, hanno cercato di darle sostegno nei momenti più difficili, mentre altre forze politiche la irridevano, la screditavano, volevano ridurla al silenzio attaccandola attraverso finte associazioni antimafia, che poi si sono scoperte essere in realtà legate a doppio filo ai clan, a Casapound e troppo spesso spalleggiate da esponenti M5S che hanno sempre osteggiato il suo lavoro.

Ma Federica, che oggi per me è un’amica oltre che un esempio, è una donna coraggiosa soprattutto perché sa che non può combattere da sola questa sua battaglia, sa che la sua lotta riguarda anche la sua famiglia, i suoi figli, i suoi affetti più cari. E perché ha voluto accanto tanti cittadini, li ha “provocati”, chiedendo loro di prendere parte, di schierarsi al suo fianco contro la mafia di Ostia.

Sapeva bene, sa bene, che questo li mette a rischio ed il suo coraggio consiste soprattutto nell’assumersi fino in fondo questa responsabilità: dare corpo e voce a una battaglia collettiva, di cui lei è l’emblema, ma la cui forza sono tutti coloro che non abbassano la testa, tutti coloro che insieme a lei hanno voglia di dire finalmente basta. Con questo obiettivo Federica ha fondato NOI – Associazione Antimafia, a cui da ultimo ho aderito insieme a tantissimi cittadini romani e non solo.

NOI, ha già fatto moltissimo in poche settimane: ha organizzato una bellissima marcia per la legalità con migliaia di persone, un concerto che ha riempito di musica e cultura Ostia, un partecipatissimo evento di presentazione con Flavio Insinna e Claudia Gerini (che interpreterà Federica in un prossimo film sulle sue battaglie), ma soprattutto ha saputo parlare a tutti quelli che si rifiutano di sottostare allo strapotere degli Spada e aprirsi alla collaborazione con le altre associazioni.

Anche per questa ragione, anche perché lei non è più sola, quel mostro che ha affrontato a viso aperto per cinque anni riconosce in lei, la principale responsabile dei recenti successi contro i clan: gli sgomberi, gli arresti, i primi colpi, durissimi, al dominio per anni incontrastato degli Spada.

Per nessuna ragione ora possiamo permetterci di abbassare la guardia. Ora che i processi stanno evidenziando la veridicità di quello che Federica ha scritto (anche nel suo bellissimo libro che abbiamo presentato insieme a Marco Minniti alla Camera dei Deputati), ora che la mafia comincia a pagare un prezzo che nessuno poteva immaginare, dobbiamo dimostrare la forza di uno Stato democratico nel proteggere i suoi cittadini più coraggiosi. La rabbia della mafia di Ostia oggi è ancora più forte e dunque più pericolosa: se anche di fronte ai poliziotti e alla sua scorta a Federica si rivolgono attacchi espliciti e violenti vuol dire che oggi dobbiamo più che mai difenderla, proteggerla.

E non basta – per quanto importante – la solidarietà di chi con lei vuole combattere. Ci vuole lo Stato. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro Salvini chiedendogli come intenda intensificare la protezione di Federica e, soprattutto, della sua famiglia, in particolare dei suoi figli che l’hanno accompagnata in questi anni, pagando un prezzo enorme in termini di sofferenza e di esposizione. Quei bambini che sono, come lei stessa ha scritto, la ragione più profonda della sua battaglia: è per consegnare a loro una Ostia libera e pulita che lei non ha smesso di lottare e di rimanere a farlo lì.

Dobbiamo proteggere Federica perché proteggere Federica e la sua famiglia, i suoi figli, significa, oggi più che mai, proteggere tutti noi. Proteggere l’idea che un cittadino che combatte la mafia non è mai solo. Che lo Stato non abbandona chi si batte per la giustizia e per la verità. Se è vero, come ammoniva Peppino Impastato, che “la mafia uccide, il silenzio pure”, non lasciamo che cali mai il silenzio su Ostia, sul coraggio di una grande donna e sulla battaglia di tutti NOI.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli