Ferrara, Fabbri vicino alla vittoria. Ma Modonesi in scia ci crede

Focus

Il candidato di centrosinistra trova alleati e si avvicina al leghista. La vittoria è difficile, ma la partita è aperta: obiettivo conquistare gli elettori M5s

La sfida tra Alan Fabbri (centrodestra) e Aldo Modonesi (centrosinistra) per la poltrona di sindaco di Ferrara è una di quelle che sembrerebbe già scritta. Il vantaggio del leghista Fabbri al primo turno è considerevole, 48,33% contro il 31,75% di Modonesi.

Ma la partita è tutt’altro che chiusa. Sì perché ci sono molti fattori che potrebbero incidere sul “probabile” successo elettorale di Fabbri. In primis c’è il fattore dell’affluenza. Al primo turno, anche spinto dalle Europee gli aventi diritto che si sono recati alle urne sono stati il 71,5%. Un’ottima percentuale che difficilmente sarà raggiunta domenica. S

appiamo che la più grande preoccupazione per un candidato in vantaggio è che coloro che lo hanno votato non tornino quindici giorni dopo alle urne. Nello specifico potrebbe essere uno scenario possibile, anche perché il 26 maggio c’è stato un grande voto d’opinione per la Lega e non è detto che succeda lo stesso per il candidato.

Ci sono poi gli apparentamenti. Fabbri ha raccolto il sostegno di Francesco Rendine, che al primo turno ha conquistato lo 0,98%. Modonesi invece è riuscito a riunire il centrosinistra coinvolgendo Roberta Fusari, che al primo turno con le tre liste Azione Civica, Coalizione Civica e +Europa ha raccolto l’8,63%. Ha annunciato il sostegno a Modonesi anche il candidato sindaco di Italia in Comune Alberto Bova, con il suo 2,33% raccolto al primo turno.

Modonesi annuncia che venerdì saranno insieme in piazza  con o senza Fabbri (che non sembra orientato a partecipare ad un confronto) a spiegare alla città come e perché io, Roberta e Alberto concordiamo non sulle poltrone ma su punti programmatici concreti e su una giunta nuova”.

Dunque i punti di partenza, aggiungendo le percentuali dei candidati che si sono apparentati è evoluta con Fabbri che rimarrebbe sotto l’asticella del 50%, portandosi al 49,42% e Modonesi che accorcia il distacco portandosi al 42,71%. In soldoni la distanza tra i due sarebbe di soli 5077 voti. Discorsi sempre astratti perché bisognerà capire quante persone torneranno alle urne, e se ci andranno elettori che per un motivo o per l’altro si sono astenuti al primo turno.

In questo contesto s’inseriscono i  5161 elettori del M5s e i poco meno di 800 che hanno raccolto gli altri due candidati. Il candidato del M5s chiarisce che non darà indicazioni di voto, ora bisognerà vedere se e chi voteranno i ferraresi che al primo turno hanno scelto il M5s. Saranno loro il vero ago della bilancia.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli