Mattarella: “Resistenza fu lotta di civiltà contro i massacratori”

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Deposta la corona dall’alloro preso il monumento del Milite ignoto, Mattarella si è recato in Abruzzo per rendere omaggio alla “Brigata Maiella”

“La Resistenza fu un movimento corale, ampio e variegato, difficile da racchiudere in categorie o giudizi troppo sintetici o ristretti”.

Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso che ha tenuto a Casoli, in Abruzzo, dove si è recato per le celebrazioni in occasione del 73°anniversario della Liberazione.

“A lungo la Resistenza è stata rappresentata quasi esclusivamente come sinonimo di guerra partigiana, nelle regioni del Nord d’Italia o nelle grandi città – ha aggiunto -, ma le tante insurrezioni, da Napoli a Matera, da Nola a Capua, alle tante avvenute in Abruzzo, attestano la percezione da parte degli italiani della posta in gioco: da una parte i massacratori, gli aguzzini, i persecutori di ebrei; dall’altra la civiltà, la libertà, il rispetto dei diritti inviolabili di ogni persona”.

“La Patria, che rinasceva dalle ceneri della guerra, si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza”, ha detto ancora Mattarella.

“La nascita del movimento della Resistenza, che mosse i primi passi in Abruzzo, segna il vero spartiacque della storia nazionale del secolo scorso – ha detto ancora il Capo dello Stato -. Chiude la fase della dittatura e porta l’Italia verso la libertà. La restaurazione della vita democratica, dopo il cupo ventennio fascista, ha le sue radici nella Resistenza, iniziata qui, in Abruzzo. E la nostra Costituzione, sigillo di libertà e democrazia, come scrisse Costantino Mortati nel 1955, nel decennale della Liberazione, ‘si collega al grande moto di rinnovamento espresso dalla Resistenza'”.

Un applauso della folla  all’esterno del teatro comunale di Casoli ha sottolineato il passaggio del discorso che Mattarella ha dedicato a Carlo Azeglio Ciampi, ricordando il suo impegno nella Resistenza.

Le celebrazioni per il 25 aprile si erano aperte questa mattina a Roma, con la tradizionale cerimonia per la Festa della Liberazione all’Altare della Patria.

A rendere omaggio al milite ignoto il presidente della Repubblica , il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati e il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Mattarella ha deposto una corona di fiori davanti al monumento.

Dopo la cerimonia, Mattarella si è recato a Taranta Peligna, in provincia di Chieti per omaggiare il sacrario della Brigata Maiella. Accolto da due ali di folla il Capo dello Stato si è fermato per pochi minuti prima di partire alla volta di Casoli, seconda ed ultima tappa del suo viaggio in Abruzzo.

La “Brigata Maiella” fu una delle formazioni più importanti di partigiani durante la guerra di Liberazione e l’unica a riceve la medaglia d’oro al valor militare.

Partecipò, al fianco dell’esercito alleato, alla liberazione dell’Abruzzo, contribuendovi in maniera determinante soprattutto grazie alla conoscenza del territorio.

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