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Martina: “Cento giorni di governo con zero fatti e tanti danni”

Bilancio positivo per la festa nazionale del Partito democratico che si è chiusa ieri a Ravenna con il discorso finale di Maurizio Martina, acclamato ‘segretario, segretario’ al suo ingresso sul palco insieme ai volontari.

Il segretario dem – che ha tenuto il suo discorso nel giorno dei suo quarantesimo compleanno – si è concentrato molto nelle critiche all’attuale governo, partendo anzitutto dall’Ilva: “Sono andati in giro, in lungo e in largo, a cercare fantomatiche soluzioni, salvo poi chiudere la partita esattamente nel solco del lavoro che i governi del Pd avevano costruito. Caro Di Maio – ha urlato Martina – se hai una faccia sola, chiedi scusa a Taranto e all’Italia per le bugie che hai raccontato e per le falsità che hai venduto prima della campagna elettorale e anche dopo”.

Poi l’attacco al titolare del Viminale: “Voglio dire da qui chiaro al ministro dell’Interno: uno vale uno davanti alla giustizia, caro Salvini. Non sei al di sopra della legge. Hai giurato sulla Costituzione, devi essere fedele a quella Carta, non puoi insultare un potere dello Stato indipendente. Vai a casa, non serve un ministro dell’Interno che tiene in ostaggio questo Paese “. E ancora: “Caro Salvini – avverte – ti dico io da qui prima gli italiani: tu c’entri, non eri altrove, eri lì, quelle risorse sono risorse dei cittadini italiani, restituisci quei 49 milioni, non sei al di sopra della legge”.

Subito dopo Martina si scaglia contro il presidente del Consiglio: “Al dottor Conte voglio dire che è passato dalla propaganda da avvocato difensore del popolo ad avvocato difensore della Lega. Vuole fare quello di mestiere? Vada a casa. Gli avvocati del popolo poi non si fanno costruire su misura i concorsi per avere le cattedre? È una vergogna. Siamo alla repubblica delle banane se non fosse il nostro Paese”.

Prima del suo intervento, da una partecipata assemblea dei segretari di circolo, si era levata la richiesta di organizzare quanto prima il congresso del partito, ma le decisioni in proposito sono rinviate alle prossime settimane. Per ora, l’unico appuntamento fissato in agenda è la manifestazione del 30 settembre a Roma, per il quale Martina ha rinnovato l’appello a militanti e iscritti per “organizzare una grande partecipazione di tutti gli italiani che vogliono esserci per riconoscersi”.

“Dovete venire tutti – ha detto poi dal palco – dobbiamo costruire un campo largo dell’alternativa di centrosinistra di fronte a questa destra nazionalista. Le politiche che fanno sono di destra, post-ideologiche un corno. Bisogna battere l’indifferenza e il cinismo e bisogna farlo con un messaggio popolare, fianco a fianco, non con gli occhi di chi deve insegnare qualcosa a qualcuno, dall’alto in basso”.

Infine ha citato Obama affermando come non si possa stare seduti aspettando un Salvatore: “Penso che Obama abbia ragione. Questa è la nostra sfida. Orgoglio, passione, impegno, tocca a noi davvero. Nel momento più difficile i democratici non stanno a casa, combattono, con lo sguardo diretto, forza”, ha sottolineato a gran voce chiudendo il suo intervento.

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