La fiducia è illegittima, la protesta del Pd in Aula

Focus

Un folto numero di deputati del Pd ha occupato l’Aula della Camera e alcuni di loro si sono seduti sui banchi del governo. Ecco perchè le opposizione protestano

Scontro in Aula alla Camera sulla questione di Fiducia chiesta dal Governo sul dl Milleproroghe. E’ la prima per il governo Conte. La decisione è stata annunciata in aula alla Camera dal ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro. Ma c’è qualcosa che non quadra.

Lo scontro

Il Pd e Fi hanno sollevato immediatamente un problema di legittimità. La questione è stata sollevata da Roberto Giachetti che ha chiesto alla vicepresidente Maria Edera Spadoni di coinvolgere il presidente Roberto Fico sulla vicenda. Subito dopo che Fraccaro ha posto la fiducia, Giachetti ha infatti chiesto alla vicepresidente Spadoni di sapere in quale Consiglio dei ministri è stata formalmente decisa l’apposizione della questione di fiducia. Spadoni ha risposto dicendo che era stata decisa nel Consiglio dei ministri del 24 luglio. Giachetti ha quindi osservato che la fiducia “è un atto formale” e che va posta soltanto su un testo ben preciso: il testo su cui si chiede la fiducia oggi è molto diverso da quello approvato nel luglio scorso. Pensiamo soltanto al tema dei vaccini su cui sono cambiate le posizione radicalmente per almeno tre volte; su molti altri temi poi sono state apportate modifiche sia in Commissione che alla Camera.

A rinforzare i dubbi ci pensa anche Maria Elena Boschi che ha posto all’attenzione della Camera come la questione di fiducia sia stata decisa addirittura prima del decreto legge che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio, e quindi prima ancora che il presidente della Repubblica avesse avuto la possibilità di firmarlo.

La replica del governo

Spadoni ha replicato frettolosamente che la fiducia è stata posta legittimamente e che la Presidenza non può sindacare le scelte interne al governo. Spadoni ha quindi convocato la Capigruppo per decidere i tempi della fiducia fra le proteste delle opposizioni, non soltanto il Pd ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia. Francesco Paolo Sisto, ha chiesto a Spadoni di verificare la “legittimità” della fiducia, senza la quale sarebbe illegittima tutta la successiva procedura parlamentare. Idem Tommaso Foti di FdI: “La fiducia è stata autorizzata in data antecedente al decreto stesso ed è inoltre evidente che il testo é profondamente cambiato. Non si può chiedere la fiducia su un atto praticamente inesistente, come lo era il dl prima della sua pubblicazione in Gazzetta”.

Un folto numero di deputati del Pd ha quindi occupato l’Aula della Camera e alcuni di loro si sono seduti sui banchi del governo. Al ritorno in Aula è stato messo agli atti che il Presidente Fico ha dichiarato legittima la questione di fiducia posta dal Governo, perché rispetta i regolamenti della Camera.  E’ toccato ad Ettore Rosato, presidente di turno spiegare le motivazioni: “La questione della illegittimità della fiducia è stata posta da Delrio in conferenza dei capigruppo e Fico, senza entrare nel merito dei fatti politici, ha ribadito che la procedura interna al Cdm, che stabilisce l’autorizzazione alla fiducia, è cosa che non riguarda questo ramo del Parlamento. La risposta attiene alla funzionalità della Camera e non al rapporto interno del Cdm: questa è la posizione espressa da Fico in capigruppo”.

Ma il Pd continua ad essere convinto dell’illegittimità dell’atto: “E’ molto grave avere posto la fiducia, dice il capogruppo Graziano Delrio dopo la riunione dei presidenti alla Camera. Grave perché la legittimità dell’atto è secondo noi inficiata dal fatto che il decreto non è ancora stato pubblicato. C’è totale chiusura dalla maggioranza. C’è un atteggiamento secondo noi illegittimo da parte del governo”.

Cosa succederà?

La questione di fiducia posta dal governo in aula a Montecitorio sul decreto Milleproroghe sarà votata, con appello nominale, a partire dalle 12.40 di domani, giovedì 13 settembre. Le dichiarazioni di voto avranno inizio alle 11.15. La scadenza per la presentazione degli ordini del giorno è fissata per le 17 di oggi. Lo ha stabilito la conferenza dei presidenti di gruppo della Camera. Mancando l’accordo unanime fra i gruppi sullo svolgimento dei lavori, dopo lo scontro fra maggioranza e opposizione, non è prevista una data e un orario per il voto finale. 

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