Le rivelazioni esplosive del libro di Wolff su Donald Trump

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Il libro è in uscita il prossimo 9 gennaio, ma le anticipazioni hanno già fatto infuriare il principale inquilino della Casa Bianca

In questi ultimi giorni le notizie più stupefacenti che arrivano dall’america non provengono, come è ormai abitudine, dall’account twitter di Trump ma da un libro che del Presidente degli Stati Uniti dice di raccontare tutta la verità. Si intitola “Fire and Fury: inside the White House” ed è scritto dal giornalista Michael Wolff. La prima copia arriverà nelle librerie il 9 gennaio, ma alcuni stralci sono stati già anticipati dal Guardian e dal New York Magazine e molti giornalisti americani hanno iniziato a commentare le copie che hanno ricevuto in anteprima.

Il gran scandalo sollevato dal libro di Wolff riguarda soprattutto l’intervista rilasciata dall’ex stratega Steve Bannon, allontanato dalla Casa Bianca lo scorso agosto. Oltre ad essere l’ex direttore del sito di news di estrema destra, Breitbart, Bannon è anche considerato uno dei fautori del successo di Trump alle elezioni presidenziali e dunque uno degli uomini più vicini all’attuale inquilino della Casa Bianca.

Per questo quello che scrive Wolff è stato definito “materiale esplosivo”. Né Wolff, né Bannon sono considerati del tutto affidabili e già diversi giornalisti stanno mettendo in discussione alcuni dei contenuti pubblicati nel libro. Tuttavia molte delle dichiarazioni inserite risultano verosimili alla luce del comportamento pubblico che Trump ha tenuto fino ad ora.

 

I rapporti “antipattriottici” e “sovversivi”

La prima e, probabilmente, la più importante dichiarazione di Bannon riguarda Donald Trump jr, il quale avrebbe avuto colloqui “antipatriottici” e “sovversivi” con i russi. Parole che hanno fatto infuriare Trump che ha dato pubblicamente del fuori di testa a Bannon. La vicenda risale all’estate scorsa quando venne fuori uno scambio di mail in merito ad un incontro con un’avvocata legata al governo russo disposta a fornire al comitato Trump informazioni preziose per danneggiare l’avversaria, Hillary Clinton. Incontro che è avvenuto il 9 giugno del 2016 e al quale parteciparono, oltre che lo stesso Donald Trump Jr, anche il capo della campagna elettorale del Tycoon Paul Manafort, e il genero di Trump, Jared Kushner, oggi potente consigliere alla Casa Bianca. Dall’esplosione di quello scandalo ci sono stati svariati aggiornamenti, smentite e nuove accuse. Per ora la vicenda Russiagate non sembra sgonfiarsi e negli ultimi mesi l’indagine condotta dal procuratore speciale statunitense Robert Mueller sembra assumere dimensioni sempre più veste. Ora si aggiungono le affermazioni di Bannon, secondo cui Trump avrebbe avuto un incontro con i russi. Cosa che è sempre stata smentita dal presidente americano.

 

L’irascibile Trump

Il libro non contiene solo rivelazioni sui rapporti opachi avuti dallo staff di Trump con i russi. Per metà si tratta di un racconto, a volte surreale anche se considerato da alcuni verosimile, della vita alla Casa Bianca con i nuovi inquilini. Per esempio Wolff sostiene che Trump si sarebbe “molto arrabbiato” per la sua inaugurazione snobbata dalle grandi star della musica. Il Tycoon avrebbe anche mostrato segni di insofferenza rispetto alla Blair House, la residenza presidenziale di fronte alla Casa Bianca dove ha dormito la notte prima del giuramento. Wolff ha anche scritto di come Trump sia ossessionato dall’idea di essere avvelenato o di come il presidente non venga ben considerato da alcuni suoi stretti collaboratori. Su questo punto è significativo l’episodio in cui l’allora vicecapo dello staff della Casa Bianca, Katie Walsh, avrebbe paragonato Trump a “un bambino”. L’affermazione è stata subito smentita dalla stessa Walsh, ma è evidente come in più occasioni lo staff del presidente si sia ritrovato decisamente in imbarazzo per le continue esternazioni, impulsive e contraddittorie, di Trump. Il caso forse più eclatante riguarda un’intervista data a NBC News, in cui Trump aveva smentito la versione della Casa Bianca sulle modalità con cui aveva deciso di licenziare il capo dell’FBI James Comey.

 

Parenti serpenti

Un altro filone piuttosto ricco riguarda la cerchia familiare del presidente Usa. Secondo quanto scritto da Wolff Ivanka e il marito Jared Kushner starebbero facendo le prove generali in vista della campagna presidenziale della ‘first daughter’ che punta a diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Nell’intervista a Bannon, poi, si sottolinea l’avversione dell’ex stratega verso la giovane coppia. Forse a conferma dell’enorme influenza che i due avrebbero su Trump e sulle sue decisioni.

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