Flop del Reddito di cittadinanza: delusione e poche domande

Focus

Migliaia di persone stanno scoprendo che le cifre promesse sono lontanissime dalla realtà

Finora l’Inps ha ricevuto poco più di 800 mila domande relative al reddito di cittadinanza. Sono tante? Poche? Sicuramente meno di quanto ipotizzato inizialmente dal governo. E i motivi più sensati sembrano essere due.

In primo luogo la tipologia di platea voluta dal M5s, che si basa soprattutto sulla povertà piuttosto che sulla disoccupazione. Che potrebbe essere anche un bene per colmare le disuguaglianze sempre più crescenti del nostro Paese, ma che allo stesso tempo è anche la causa di un numero così basso di domande. Un aspetto che porta a una prima considerazione: ovvero che i poveri in Italia sono forse meno della mastodontica cifra di 5 milioni stimata dall’Istat. Cifra peraltro sbandierata dai grillini come una conseguenza delle politiche del precedente governo.

Una delle conclusioni dell’approfondita analisi pubblicata oggi da Dario Di Vico sulle colonne del Corriere della Sera mette in evidenza proprio questo aspetto. La povertà statistica è diversa dalla povertà dichiarata e questa distanza, fa notare Di Vico, “spinge a riprendere il dibattito sulla misurazione della povertà”, che in effetti può variare molto da una valutazione quantitativa e l’altra (vedi ad esempio la differenza tra il metodo Istat e il metodo Ue).

È anche vero, però, che volendo applicare la metodologia della relazione tecnica del testo di legge grillino, si arriverebbe comunque a un risultato di 1,650 milioni di poveri. Una distanza abissale rispetto alla cifra di 5 milioni sbandierata dal governo gialloverde.

Ma sarebbe insensato giustificare le poche domande arrivate soltanto con il numero di poveri minori rispetto al previsto.

L’altro spunto di riflessione riguarda il lavoro nero. C’è infatti una parte dell’Italia povera che, pur avendo i requisiti, non ha richiesto il reddito di cittadinanza, una fetta di persone che dopo un’analisi costi-benefici ha preferito restare nell’ombra anziché accendere la luce del fisco e rinunciare alle esenzioni di cui già godono.

Il risultato finale è che gestito così il reddito di cittadinanza non ha né “abolito la povertà”, come proclamava qualche mese fa Luigi Di Maio, né ha fatto emergere il nero, come sbandierava qualche altro esponente del governo.

Piuttosto ha indispettito migliaia di persone che in queste ore stanno scoprendo che le cifre promesse sono lontanissime dalla realtà. Non stanno arrivando certo i 780 euro promessi. Si parla di 80, 100 euro. Tanto da far scatenare gli utenti sui social network: “40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l’aiuto che date”. Per non parlare della penalizzazione delle famiglie numerose, quelle con un figlio disabile o con una pensione di disabilità in famiglia.

Per ora, insomma, le aspettative di tanti sono state disattese. E chissà questa delusione come si tradurrà nelle intenzioni di voto della prossima tornata elettorale.

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