I nuovi richiami di Fmi e Bce: l’Italia mantenga i conti in ordine

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Mentre l’esecutivo italiano lavora agli ultimi dettagli per presentare la legge di Bilancio, i due istituti internazionali tornano a criticarne l’indirizzo

La Bce e il Fondo monetario tornano a criticare l’operato del governo. Da una parte l’istituto di Washington, il quale continua a premere perché l’Italia modifichi una manovra che “va in direzione opposta ai suggerimenti del Fondo monetario internazionale”, come ha detto Poul Thomsen, direttore del dipartimento europeo dell’Fmi.
Dall’altra il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale è di “fondamentale importanza che i paesi in cui il debito pubblico è elevato abbiano i bilanci sani”. Draghi non cita l’Italia ma il riferimento è piuttosto evidente sulla necessità di consolidare il miglioramento dei conti pubblici. Il presidente della Bce ha quindi rilevato che “resta essenziale l’attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell’Ue, nel tempo e tra i vari paesi”.
Anche da Berlino arriva una nuova bordata, con il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, che ha messo in guardia da “timori esagerati e lezioni sulla situazione finanziaria italiana”.
Nel frattempo, mentre a Roma i tecnici sono al lavoro per definire l’articolato del Dl Fiscale e della legge di Bilancio da presentare in consiglio dei Ministri lunedì prossimo, Tria si è incontrato con il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. Un colloquio cordiale, riferiscono le fonti, svoltosi in “un clima sereno” e in “un’atmosfera costruttiva”, alla ricerca di una soluzione per allentare le tensioni tra Roma e Bruxelles sulla manovra.

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