Lega e M5S litigano sulle opere. Nel frattempo le aziende chiudono

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Lavoro

Ci sono 130 miliardi di fondi stanziati dai governi Renzi-Gentiloni, ma l’esecutivo gialloverde non li sblocca per evitare lo scontro interno

M5S e Lega sono sempre più divisi. Divisi su tante questioni, ma soprattutto sulle opere. Di fronte al rischio di rottura però il governo preferisce non agire. E questa inettitudine si riflette per forza di cose anche su tanti lavoratori che ora rischiano di perdere il posto.

A causa di un dialogo che sta diventando sempre più scontro politico, ad esempio, il governo non ha presentato alcuna delibera al Cipe che da maggio ad oggi non si è più riunito. E se il Cipe non si riunisce i fondi non vengono sbloccati e quindi le opere saltano.

Qualcuno del governo annuncia una convocazione nella prima decade di ottobre, ma al momento non c’è nulla di ufficiale. Nel frattempo ci sono dei lavoratori che rischiano di rimanere a casa a partire dal 4 ottobre, nonostante ci siano già dei fondi già pronti.

Si tratta di 59 lavoratori impiegati nella realizzazione del Quadrilatero e dell’asse viario Umbria-Marche. Oggi a Fabriano c’è stata la riunione sindacale indetta da Feneal, Filca e Fillea. Riunione alla quale non ha preso parte alcun esponente della Lega. “La verità è che il nostro governo ha lasciato 130 miliardi di opere già finanziate e Lega e M5S le stanno bloccando ovunque perché non sono d’accordo” denuncia la deputata dem Alessia Morani a margine dell’incontro sindacale a Fabriano.

Nel frattempo i giorni passano e il 4 ottobre, una volta scaduta la procedura di mobilità avanzata da Astaldi, l’impresa che si deve occupare dei lavori, un terzo dei dipendenti verrà licenziato. “In altre parole le stesse persone che a ogni piè sospinto ripetono il mantra del reddito di cittadinanza – dichiara Morani – hanno deciso di condannare alla disoccupazione 59 persone per questa insana ossessione di cancellare il lavoro fatto dai governi precedenti. E’ l’ennesima, indecente contraddizione di questo governo. Se Di Maio e Toninelli tengono ai lavoratori, intervengano per evitare questo scempio”.

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