Tolleranza zero sulle droghe. Ecco perché Fontana vive nella preistoria

Focus

Un coro di no dalle associazioni alla possibilità che il ministro per la Famiglia prenda le deleghe sulle droga

La possibilità che il Presidente del Consiglio dia le delega sulle droghe al Ministro Fontana – il leghista pro life con visione ultratradizionaliste- preoccupa e non poco. Le sue prima dichiarazioni sull’argomento droga, rilasciate a La Stampa, ci fanno capire che il suo approccio è a dir poco datato. Il proibizionismo torna come modello da perseguire, la legalizazzione della cannabis viene accantonata, addirittura si parla di lavori socialmente utili per chi viene scoperto a consumare droghe. Col suo approccio il passo indietro ci sarebbe poi anche sulla prevenzione e sulla cura delle dipendenze.

Eppure in molti avevano creduto che il M5S potesse lavorare, ora che è al governo, su quello per cui si era spesa molto in campagna elettorale in tema di droghe. Ma si è visto, fin da subito, che l’appiattimento sulle visioni leghiste regna sovrana. L’ennesima presa in giro.

Ma perché il ministro Fontana non è adatto ad avere la delega alle droghe?

Prima di tutto perché di droghe non ne sa molto. Non se ne è mai occupato e fa molta confusione addirittura tra legalizzazione e liberalizzazione, facendoci rimpiangere vecchi politici che seppur con visioni antiche sapevano di cosa parlavano. Ma sopratutto per la sua idea di proibizionismo spinta che non ha mai portato negli anni a nulla in termine di riduzione dei consumi.

E subito è partito un coro di no.

“La presunta scelta governativa di assegnare la delega sulle droghe al Ministro Fontana è molto preoccupante, dice Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe, “Altro che “Governo del cambiamento”: con il nono libro bianco abbiamo denunciato il ritorno alle repressione sulle droghe, anche dei meri consumatori, soprattutto minori. Ora il Ministro parla addirittura di “lavori forzati” per le persone che usano sostanze. Una visione preistorica delle politiche sulle droghe non potrà che peggiorare una situazione in cui non solo i consumi aumentano, ma mutano nell’assoluta incapacità dei servizi di saperli interpretare e quindi intervenire con azioni di prevenzione efficace degli abusi e di riduzione dei rischi e dei danni”.

Della stessa idea anche l’Associazione Luca Coscioni con Marco Perduca che scrive: “Investire in conoscenza e riabilitazione, questo si dovrebbe fare. Come per aborto ed eutanasia, il “Movimento per la vita” vuole continuare a imporre sofferenze, discriminazione e morti anche nel campo delle droghe, incluso un giro da 14 miliardi come regalo per la malavita. L’ignoranza uccide, sulla droga serve informazione. Dopo decenni di divieti politici e indifferenza mediatica occorre aprire un dibattito istituzionale e pubblico”.

La Rete Italiana per la Riduzione del Danno si rivolge poi direttamente al ministro in pectore: “Onorevole Fontana, ora ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di allargare lo sguardo agli esempi virtuosi di riforma delle politiche punitive, in Portogallo ad esempio. In fondo Lei dice di voler guardare alle esperienze che hanno funzionato nel mondo. Segua le indicazioni della Comunità Europea e dell’Osservatorio di Lisbona. L’approccio che Lei chiama “Tolleranza Zero” è stata messa in discussione ormai in tutte le sedi, ONU compreso, perché produce esclusione sociale e riempe le carceri di persone che usano droghe: in Italia più del 25% dei detenuti è definito tossicodipendente, perché la legge di fatto punisce chi usa come se fosse un trafficante. Le chiediamo di interrompere la tradizione italiana di politiche orientate solo dall’ideologia. Se ascoltasse gli operatori delle Unità di Strada, dei Drop In, delle equipe che lavorano nei contesti del divertimento o nei servizi per il trattamenti nella logica dell’autoregolazione, di cui la nostra rete è ricca, capirebbe che da anni intervengono sul campo con risultati evidenti. Questo confronto sarebbe un cambio evidente di passo per questo paese. Come dice Lei, ne va del futuro dei nostri figli.”

Vedi anche

Altri articoli