Salviamo la democrazia rappresentativa dalle idee folli di Fraccaro ( e di M5S)

Focus

Un’idea del futuro -dal sapore stantio di passato- che ha subito suscitato un moto di sdegno all’interno del Pd

“Con la democrazia diretta i politici non sono più indispensabili’, una frase agghiacciante già di per sé. Aggravata dal fatto che a scriverla nero su bianco (e quindi non è possibile che abbiamo mal interpretato) sia stato un ministro della Repubblica italiana, Riccardo Fraccaro.

Anni, anzi secoli, di democrazia rappresentativa buttati via dall’ignoranza di un uomo e di un Movimento che ha solo un interesse: mantenere e conservare il potere di pochi sulla pelle di molti.

“Se i politici non sono più indispensabili, allora si mettono al servizio dei cittadini. Questa è la nostra idea di politica. Questo è il MoVimento 5 Stelle”, scrive ancora Fraccaro. Ed è questo che dobbiamo contrastare con il voto di domani e ogni giorno: in ballo c’è la nostra libertà e i nostri valori.

Perché l’idea malsana di una democrazia diretta per il Movimento 5 Stelle si traduce in controllo della rete, dittatura di una minoranza e non è altro che il precursore di una forma neanche troppo velata di autoritarismo. La storia ce lo ha già insegnato: dove non ci sono partiti non c’è libertà, c’è un pensiero unico e quindi repressione. E’ questo che il Movimento ha in mente? E’ questa la sua idea di democrazia?

Un’idea del futuro -dal sapore stantio di passato- che ha subito suscitato un moto di sdegno all’interno del Pd. In tanti hanno voluto esprimere subito il loro No, a partire da Alessia Morani che scrive: “Questo signore fa il ministro per i rapporti con il Parlamento. Terrificante. Terrificante. Ma quelli della deriva autoritaria cosa ne pensano? Sono a fare jogging?”. Ma anche Alfredo Balzani: “Ecco il vero obiettivo del #m5s. Eliminare la #politica. Eliminare i #partiti. Tutte le decisioni in mano alle piattaforme, al web, agli algoritmi, e ovviamente a chi li controlla. #m5s, ovvero i servi sciocchi della morte della #democrazia. Questi sono pericolosi davvero”. Una preoccupazione espressa anche da Enrico Borghi: “Che tu non non fossi indispensabile ce ne eravamo accorti. Che tu fossi un politico, sinceramente no. Mentre tu attendi che un algoritmo governi tutti noi (controllato da una Srl, naturalmente), noi continueremo le nostre battaglie di libertà e di giustizia”.

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