Francia, Le Pen prima ma l’onda nera non c’è

Focus

Macron subisce il sorpasso ma può tirare un sospiro di sollievo. La sorpesa dei Verdi, il declino della sinistra-sinistra

Le primissime riflessioni sul voto francese – il vero “derby” fra europeisti e sovranisti – si basano naturalmente su exit poll. Ecco il quadro.

Dunque, Marine Le Pen arriva prima (era già successo alle ultime Europee) e non c’è dubbio che questo primato le dà ulteriore fiato nella sua battaglia contro Emmanuel Macron. Il problema che si pone (anche) a lei è la grande difficoltà di espandere il suo consenso: malgrado il crollo dei Repubblicani (ex sarkozisti), il Front National resta sulla stessa percentuale, punto più punto meno, delle ultime presidenziali. Certo, lei chiede elezioni politiche col sorriso sulle labbra: “Stasera il potere è sconfessato e il presidente dovrà trarne le conseguenze, lui che ha voluto trasformare queste elezioni in un referendum su di sé”. Soddisfazione e anche propaganda. Perché con il suo 23% il FN non sfonda nemmeno in presenza di un vasto malcontento che sabato dopo sabato è andato in scena a Parigi e in tutte le città: il tentativo di mettere il cappello sui Gilet gialli non è del tutto riuscito. E’ prima, Marine, ma il suo risultato non rappresenta una svolta.

Macron deve ingoiare il sorpasso della sua rivale – psicologicamente, un brutto colpo – ma in sostanza, come titola stasera Les Echos, può tirare un sospiro di sollievo e preparare la seconda fase del suo mandato presidenziale. En Marche, nel mirino delle più violente contestazioni che la Francia ricordi dal Sessantotto, puntava a non perdere troppi punti e così è stato. Ha retto la prova. Con qualche livido, ma monsieur le Président è in sella. Certo ora dovrà correre, il suo Paese ribolle, sta a lui inseguire.

Poco da dire sul crollo degli ex gollisti – i Repubblicani – un partito che ha smarrito la bussola della Storia con Nicola Sarkozy, l’uomo che aveva ridato lustro a un “gollismo” moderno ma che è finito come è finito, nella polvere della politica francese.

A sinistra si assiste al probabile declino di France Insoumise di Jean Pierre Mélénchon, il partito di sinistra-sinistra che alle presidenziali era andato molto bene accreditandosi come il futuro della sinistra, una volta entrati in crisi i socialisti: i quali superano la soglia di sbarramento – non era scontato. Ci sarà da riflettere sulla crisi di FI, per certi versi analoga a quella di altre formazioni di sinistra-sinistra come Podemos, Linke, Sinistra Italiana, il gruppo di Varoufakis, aspettando di capire quale sarà il futuro dei laburisti inglesi.

Infine – ma è la notizia più sorprendente – la grande prova dei Verdi, un fenomeno in sintonia col trionfo dei Grunen tedeschi. Questa vague vert è la novità politica del panorama francese, a dimostrazione che anche Oltralpe specie i giovani hanno bisogno di qualcosa di nuovo: una lezione per la sinistra storica su cui bisognerà tornare.

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