Francobolli usati in cambio di cd nuovi, la sfida di Giancarlo

Focus

Un baratto filatetico per scoprire la musica underground

A venti anni ha avuto uno shock anafilattico. Sono riusciti a salvarlo per un pelo. Ma si porta dietro gli effetti di quell’episodio, che gli ha creato una specie di corto circuito. Molti valori, tra cui quelli di transaminasi e acido urico, sono sempre sballati. Per trenta anni si è sottoposto a visite periodiche, applicazioni con scarsi risultati e non ha mai voluto operarsi. Con gli anni si sono aggiunti ernie, colpi della strega, ma al suo spirito rock non rinuncia. Merito della musica di molte star che per lavoro ha avuto la fortuna di conoscere e seguire nelle loro tournée.

Sì, perché il tipo tosto, che ho scelto per voi, è Giancarlo Passarella, nato nel ‘59 a Firenze, giornalista musicale, oggi responsabile del sito Musical News con un passato davvero invidiabile. Proviamo a ripercorrerlo.

Approdato tra il 1986 e il 1987 all’allora Rai Stereo Uno di Roma, dopo qualche anno e in seguito a quell’esperienza, Giancarlo dà vita all’associazione culturale senza scopo di lucro Ululati dall’Underground, ancora attiva, casa madre di tutte le sue iniziative musicali e giornalistiche. Sempre in quel periodo gli viene offerta la possibilità di curare gli uffici stampa di alcuni concerti, organizzati dalla Morgan Music.

“Questo promoter è cresciuto tanto nel giro di pochi anni- racconta Giancarlo – e insieme abbiamo fatto un bel po’ di concerti con personaggi del livello di: Mink De Ville, Vasco Rossi, Francesco Guccini e Paco De Lucia, Toto, Sting, Jethro Tull, Deep Purple, Huey Lewis & The News e Brain Ferry, Iggy Pop, Europe, Motorhead, Ramones, Pink Floyd, Simple Minds, Simply Red ed Eurythmics. Un’altra vita, che ho chiuso nel ’90, con i concerti di Eugenio Finardi, Deborah Harry, Renato Zero, Clarence Clemons, Rick Wakeman, Black Sabbath e Ian Gillan”.

E’ stato allora che Giancarlo ha messo su famiglia.  Si è accorto di non potere più reggere ritmi tanto stressanti, né la paura di rimanere bloccato, con dolori sempre più forti, lontano da casa.

“Non mi sono abbattuto – dice – ho semplicemente cercato un altro modo per continuare a vivere con la musica e per la musica, la mia grande passione ed una delle mie più potenti medicine.  E’ bello girare l’Europa a 20 anni, ma in età matura e con problemi da ernie varie, diventa impossibile. Poi, forse con il mal comune mezzo gaudio, un po’ mi sono arreso. E’ successo anche al grande Mark Knopfler di avere problemi simili ai miei. Conservo ancora una foto con lui, solista, in una fase post Dire Straits, in cui ci scambiamo la borsa del ghiaccio per le rispettive tendiniti e dolori alle gambe”.

Giancarlo si è reinventato, fondando Musical News , espressione dell’associazione Ululati dall’Underground.

“L’ho ideato – afferma – quando nessuno scommetteva sul futuro di Internet. Parliamo perciò di oltre 20 anni fa. E’ una bella palestra di vita, perché ci possono scrivere solo gli associati ad Ululati dall’Underground. Non abbiamo pubblicità perché rifiutiamo pressioni che potrebbero arrivare da chi commercia con la musica. Cosa è rimasto del mio vecchio mondo? Un patrimonio di amicizie, foto e canzoni, che mi aiutano a rimanere, appunto, rock. Le note dei momenti più tristi? Mah, sono tante. Ma mi basta ascoltare le prime di: Sultans of swing (dei Dire Straits), I’m a rebel (degli Accept), Epitaph (dei King Crimson), Wish you were here (dei Pink Floyd) o Pretty Vacant (dei Sex Pistols) e riparto”.

Da alcuni anni Giancarlo porta avanti con Terapia del Dolore – centro multidisciplinare dell’Ospedale Palagi di Firenze – studi sugli effetti speciali e positivi che alcune musiche producono su ognuno di noi e in alcuni momenti. “Banalmente – spiega – potrei dirti che un brano metal, gospel, pop o lirico questa mattina può abbassarmi le endorfine, domani potrebbe non avere lo stesso effetto. E quella di un certo tipo di musica, da somministrare in particolari fasi della giornata, è una via che segue con attenzione chi fa musicoterapia”.

Dal 2013, seguendo le orme di un’altra leggenda, che ha conosciuto in passato, fa ricerche sulla sincronicità.

“Sei anni fa – ci dice – ero disperato per i miei numerosi attacchi dolorosi. Lessi per caso che la Regione Toscana aveva stipulato un accordo con il Servizio Sanitario Nazionale per valorizzare le Cure Palliative e far diventare mutuabili agopuntura ed algologia. Sono stato uno dei primi a sfruttare questo accordo e ad arrivare nel momento giusto – per me si è rivelato fortunato –  all’Ospedale Palagi di Firenze, dove ho incontrato uno staff professionale, coordinato dal dottor Paolo Scarsella. E’ stato quello che mi ha rimesso in piedi, facendomi buttare medicine inutili, che curano gli attacchi dolorosi, ma appesantiscono il fegato.”.

Con il medico, Giancarlo ha scritto il primo libro Dolore No-Te e iniziato a promuovere i convegni medici sulla terapia del dolore. “Sono arrivato alla sincronicità dalla strada medica – afferma – dopo averla incrociata nel 1983, quando i Police pubblicarono Synchronicity, l’ultimo disco con Sting” .

Intanto Giancarlo ha scritto il secondo libro in cui si mescolano musica e medicina. E’ intitolato Dolore No-Te..SynchRock – un suo neologismo – nato appunto da rock e da sinchronicity, (termine coniato da Jung),  che sarà presentato oggi a Firenze, con l’Associazione Vincere il dolore,  pagine in cui alcuni personaggi pubblici raccontano come hanno vissuto e superato il proprio dolore. C’è anche un prezioso contributo di Simone Cristicchi sulla sua esperienza di dolore, iniziato all’età di 12 anni, quando perse suo padre.

Nel frattempo, da grande appassionato di francobolli, Giancarlo porta avanti un’altra sua idea: un baratto filatelico: Tu mi dai un francobollo, io ti do un cd.

“Un progetto – dichiara – che sta dando soddisfazioni. Da una parte, si valorizza il collezionismo dei francobolli – una delle scuole a cui mi sono formato- perché fonte anche di stimoli culturali, ormai lasciata morire da scelte scellerate da parte di Poste Italiane e dello Stato italiano, in genere. Dall’altra, si fa conoscere la nuova musica italiana, che spesso non è quella che ti fanno vedere in tv o che promuovono le grosse etichette discografiche. Come funziona? Tu mi mandi dei francobolli usati – magari di qualche lettera che giace in un cassetto a prendere l’umido o di qualche album di vecchi francobolli, che sta in libreria a catturare la polvere- ed io ti regalo dei cd, dvd o libri. Ora i francobolli non valgono nulla  – e qualche anno fa qualcuno ha speculato sul loro presunto valore- In cambio di qualche euro di francobolli, io ti mando supporti fonografici che valgono qualche decina di euro. Un baratto puro, anche se in apparenza a mio sfavore. Chi riceve i nostri cd, in realtà, scopre quante cose buone fanno i ragazzi nella loro dimensione underground.

Se volete, scrivetemi a info@giancarlopassarella.com

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