In Fvg trionfo della Lega, tiene il Pd, male M5s. Ad Udine si va al ballottaggio

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L’esito di queste Regionali, come era accaduto anche per il Molise, fa sentire il suo peso nell’intricata matassa per la formazione del governo

In Friuli Venezia Giulia vince il candidato del centrodestra, il leghista Massimiliano Fedriga, con il 57,1%, mentre crolla il Movimento cinque stelle che incassa la metà dei voti del 4 marzo – quando i grillini veleggiavano intorno al 24% -, raggiungendo appena l’11,7%.

Nel centrodestra la Lega consolida la sua supremazia nella coalizione, arrivando ad ottenere il 35% dei voti, staccando di tredici punti percentuali Forza Italia che si ferma al 12%. Il neo governatore leghista Fedriga parla di un “risultato impensabile” con il quale il Carroccio “ha avuto la più alta percentuale della storia. Speriamo che serva anche a Roma” perché nel Parlamento non si può fare “nulla aggirando Lega e MoVimento 5 stelle: escludendo Lega e 5 stelle nessuno avrebbe i numeri”. Eppure la lista dei Cinquestelle paga il conto della politica dei due forni a livello nazionale e Forza Italia arriva solo al 7,2%. Ma per Silvio Berlusconi c’è una sola lettura di queste elezioni: “La clamorosa sconfitta” dei Cinquestelle che “conferma ancora una volta che i grillini sono considerati del tutto inadatti a governare, sia una regione, sia a maggior ragione l’intero Paese”.

Sul fronte del centrosinistra, la coalizione a sostegno di Sergio Bolzonello, guadagna il secondo posto col 26,8% . La governatrice uscente Debora Serracchiani sottolinea l’esigenza di un nuovo inizio: “Eravamo coscienti del fatto che in Friuli Venezia Giulia il clima politico era particolarmente difficile per il Pd, che ora in regione è il secondo partito, e per il centrosinistra, che pure si colloca sopra la media nazionale”, scrive su Facebook la deputata del Partito Democratico ed ex presidente della Regione, Debora Serracchiani. “Leggevamo anche su alcuni giornali che dovevamo arrivare terzi dopo il M5S, e invece la lista dei grillini si è fermata al 7%”, aggiunge Serracchiani che comunque non nasconde la negatività del risultato per il Pd: “Abbiamo perso. Alla sconfitta del centrosinistra in Friuli Venezia Giulia hanno portato fattori locali e nazionali. Faremo un’opposizione doverosa e utile per riallacciare il rapporto con la gente”. Infine, Serracchiani ringrazia “Sergio Bolzonello per il coraggioso impegno profuso in una campagna elettorale tra le più dure che si ricordino”. E proprio il candidato sconfitto rilancia un’opposizione centrata “molto sui contenuti, non ideologica, non fine a sé stessa”. “Come è mia consuetudine – ha dichiarato subito dopo aver stretto la mano al neo presidente eletto Massimiliano Fedriga – tendo a costruire e non a demolire, perché a demolire si sta due secondi e a costruire molto di più: ritengo che il ruolo dell’opposizione sia quello di controllo, ma anche quello di proposta”

La partita nazionale

Subito l’esito di queste Regionali, come era accaduto anche per il Molise, fa sentire il suo peso nell’intricata matassa per la formazione del governo. E proprio come nel Molise, anche in queste elezioni si cercano indizi per avviare un governo a livello nazionale.

I più motivati, forti del risultato, sono ovviamente in casa del centrodestra.”Dopo i molisani, anche donne e uomini del Friuli-Venezia-Giulia ringraziano il Pd per l’egregio lavoro svolto, e salutano Di Maio&Compagni” ironizza Matteo Salvini in un tweet postando la foto di un due di picche nella sabbia in riva al mare. Poi rilancia l’hashtag #andiamoagovernare: “Io sono pronto!”. Gli azzurri ribadiscono la necessità di dare avvio a un governo di centrodestra. Dal Friuli, sottolinea la capogruppo al Senato Annamaria Bernini, giunge “un ulteriore significativo e chiaro segnale politico che non potrà essere misconosciuto a livello nazionale dove diviene ancor più urgente e necessario dar vita a un governo rispettoso del voto degli italiani”. Per Mariastella Gelmini ad essere bocciato dagli elettori è proprio Luigi Di Maio, mentre Giorgia Meloni con Fdi “vicino al 6%”, rilancia: “Adesso ci aspettiamo subito un mandato a formare il governo per il centrodestra, ci aspettiamo che non si perda altro tempo e ci aspettiamo che Pd e M5s che hanno perso le elezioni rispettino il voto degli italiani e non mettano i bastoni fra le ruote”.

La partita di Udine

Fuori dai giochi il Movimento 5 Stelle a Udine dove si andrà al ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra. Queste elezioni sono sicuramente la seconda sfida più importante di questa tornata amministrativa in Friuli Venezia Giulia, dopo le regionali. Il leghista ‘di lungo corso’ Pietro Fontanini, già senatore, presidente della giunta e del Consiglio regionale, presidente uscente dell’abolita Provincia di Udine, è in vantaggio al primo turno con il 41,49% dei consensi; si scontrerà il 10 maggio prossimo con Vincenzo Martines, esponente del Pd e già consigliere regionale e vicesindaco del capoluogo friulano, che ha raggiunto il 35,86%. Più distaccati figurano la candidata del M5S, Pompea Maria Rosaria Catozzi, fermatasi all’8,47%, ed Enrico Bertossi (Prima Udine) con il 7,68%.

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