Furlan: “I pensionati non siano usati come bancomat”

Focus

“Quella del governo Conte è stata una scelta iniqua e sbagliata anche dal punto di vista economico perché penalizza i consumi di milioni di persone che vivono solo di una pensione modesta”

“I pensionati italiani meritano più rispetto e considerazione da questo governo ed in generale dalla classe politica. Sono persone che hanno dato tanto al nostro paese in termini di lavoro, professionalità, innovazione, cultura, ma anche di sacrifici e di assistenza ai nostri figli e nipoti. Ecco perché oggi siamo al fianco delle federazioni dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil in piazza San Giovanni a Roma ed in altre città”. Non usa mezzi termini  la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel confermare  il pieno sostegno della Cisl alla giornata di protesta nazionale indetta oggi da Spi Cgil, Fnp Cisl, UIL Pensionati.

Segretaria Furlan, il Governo Conte non ha rispettato gli accordi sottoscritti dai precedenti Esecutivi ed ha bloccato la rivalutazione delle pensioni anche per assegni netti di mille e duecento euro. Questo è uno dei motivi che oggi vi porta a manifestare al fianco dei pensionati.

Certo. Quella del governo Conte è stata una scelta iniqua e sbagliata anche dal punto di vista economico perché penalizza i consumi di milioni di persone che vivono solo di una pensione modesta. Il conguaglio che tantissimi pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi è davvero un fatto increscioso ed inaccettabile. Bisogna invece ricostituire il montante come base di calcolo per chi ha subito il blocco, aumentando anche la platea dei beneficiari della quattordicesima.

Con il blocco della natalità in Italia aumenta il  numero degli anziani spesso non autosufficienti. I sindacati lamentano il fatto che si fa poco o niente per tutelare loro e le famiglie che se ne occupano

Purtroppo è così non si vuole riconoscere che anche questa ormai è una emergenza nazionale. Ci sono milioni di famiglie che sono in difficoltà che aspettano da tempo una legge sulla non autosufficienza che definisca risorse e livelli essenziali uniformi in tutto il territorio nazionale. Come ha sottolineato in questi giorni il nostro Presidente della Repubblica, Mattarella: bisogna evitare che i profondi cambiamenti che hanno investito la nostra struttura sociale ed economica si trasformino in disagio, marginalità, sofferenza e solitudine, soprattutto in quelle “periferie esistenziali” più volte richiamate negli appelli di Papa Francesco. Gli anziani di oggi e di domani sono una risorsa e non un peso.

Cosa chiederete oggi al governo dalla piazza?

Che i pensionati non siano più considerati un “bancomat” da spremere, come è avvenuto negli ultimi anni con il blocco della rivalutazione, l’aumento delle tasse, i tanti balzelli locali. È assurdo. Per non parlare del livello scadente dei trasporti locali, le liste d’attesa negli ospedali, i ticket odiosi. I livelli di assistenza sanitaria dovrebbero essere garantiti in tutto il paese, investendo nella medicina del territorio, nelle cure intermedie, nella domiciliarità, mettendo al centro i bisogni dei più deboli e l’inclusione sociale. I nostri pensionati sono in Europa, tra l’altro, quelli che pagano il livello più alto di tasse. Servirebbe una vera “social tax” per restituire a milioni di pensionati e lavoratori dipendenti le risorse recuperate dalla lotta all’evasione ed elusione fiscale. Da qui bisognerebbe partire quando si parla di una vera equità e giustizia fiscale nel nostro paese. “Dateci retta” è lo slogan della loro manifestazione. Un appello forte, inequivocabile, che tutta la nostra classe politica farebbe bene a non ignorare.

Dopo questa giornata di protesta il sindacato però non si ferma

Continueremo la mobilitazione nelle prossime settimane per sollecitare una svolta a favore della crescita, la soluzione delle centinaia di vertenze aperte al Ministero dello Sviluppo, lo sblocco dei cantieri e degli investimenti, i rinnovi dei contratti pubblici, una nuova politica di sviluppo per il Mezzogiorno. Queste sono le priorità del paese che si possono affrontare solo con un grande patto intergenerazionale, salvaguardando il futuro dei nostri giovani e la dignità di milioni di persone anziane che continuano a dare tanto al nostro paese”.

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