Le gaffe del governo: sviste o semplicemente ignoranza?

Focus

Nel 1984 a Benigni e Troisi, immobili davanti ad un passaggio a livello, non restò che piangere ma oggi a distanza di 34 anni c’è veramente poco da ridere

Nel 1984 Benigni e Troisi, immobili davanti ad un passaggio a livello, aspettavano invano il l’arrivo del treno, ma la sorpresa che li attendeva fu tanto sorprendente e inquietante quanto amaramente comica. A loro non restò che piangere ma oggi a distanza di 34 anni c’è veramente poco da ridere.

Sarà mala informazione? scarsa comunicazione? o tout simplement ignoranza?
Il cittadino Toninelli (se non ricordo male l’ambizione alle poltrone parlamentari aveva fatto abbracciare dalla coalizione pentastellata la tesi antisistemica imboccata da Grillo prima che decidesse di inabissarsi in mari più cristallini) si schianta come un kamikaze nel tunnel del Brennero dimostrando una fantasiosa capacità inventiva che quasi quasi lo renderebbe simpatico, se non fosse che si tratta del Ministro italiano alle Infrastrutture chiamato a parlare di politica e non di cartoon.

Nel frattempo il cittadino Di Maio nelle sue ansie moraliste forse motivate da strani turbamenti spirituali si lancia in una crociata contro la povertà da fare impallidire addirittura Papa Francesco e confonde la rete welfare europea che esiste da tempo, ad eccezione dell’Italia e della Grecia, con la mira specifica di gestire la disoccupazione, con la sua personale idea di un reddito di cittadinanza oltremodo bizzarro al quale tra l’altro accedere attraverso uno smartphone.

Non so a voi, ma a me tutto questo appare grottesco. Non soltanto il povero disoccupato è costretto a procurarsi il costoso oggetto del desiderio ma sarà anche costretto al tormentoso dilemma di doverlo acquistare in esercizi italiani che vendano prodotti esclusivamente Made in Italy, insomma una beffa

Tutto questo si mescola con l’invito nel Municipio di Ostia per parlare di viadotti avanzato dalla grillina Giuliana Di Pillo allo Zingaretti sbagliato: Luca, il Commissario Montalbano platealmente scambiato per Nicola e con la decisione di Virginia Raggi di sfrattare la madre della sua nemica-amica Paola Taverna (chissà perché si odiano tanto) da una casa del Comune, forse perché Giggino non la può includere tra i poveracci ammessi a fruire del fantomatico reddito di cittadinanza.

Insomma anche in questo caso non so voi ma io in una Roma maleodorante, coperta di spazzatura, al limite del collasso avrei dato peso ad altre questioni.
Ora, non ambisco addirittura al modello del governante aristotelico ma qualcosa di più e di diverso, perché no?

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