Gay pride, Fontana: “È divisivo, non va sostenuto”. Pd: “Con orgoglio faremo il contrario”

Focus
Attilio Fontana

Per il governatore leghista sarebbe una manifestazione “divisiva”. Ma la questione cambia se si parla di Family Day

Il nuovo governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana, è finito nella bufera per una un’intervista rilasciata a Lettera43 l’11 aprile scorso. A scatenare la polemica la conferma da parte del leghista di non voler dare il patrocinio della regione al Gay Pride.

La principale motivazione adottata da Fontana è che la manifestazione per la difesa dei diritti LGBT sarebbe una “manifestazione divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere”. Le cose cambiano se invece si parla del Family Day. Quando il giornalista Samuele Cafasso gli ricorda quando la precedente amministrazione guidata da Roberto Maroni aveva illuminato il Pirellone con la scritta “Family Day”.

D. Illuminare il Pirellone con la scritta Family Day non è divisivo?
R. La famiglia rappresenta uno dei principali punti di riferimento del programma dell’amministrazione precedente e di questa. È una scelta politica quella.

D. Quindi lo rifarete anche se è divisivo?
R. Lo rifaremo e non credo sia una scelta divisiva. Tutti riconoscono il valore della famiglia. È nella Costituzione, è uno dei fondamenti della nostra civiltà.

Sull’obiettivo “non divisivo” del Family Day però si potrebbe discutere. Le manifestazioni del Family Day, viste come e quando sono state organizzate, sono nate innanzitutto “contro qualcosa” e non “per qualcosa”. Le prime risalgono al 2007 per protestare contro il disegno di legge proposto dal governo Prodi, i famosi Dico (“DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi”).

La vicenda del Pirellone è invece più recente e risale alle manifestazioni di protesta contro il ddl Cirinnà. La scritta vene fatta proprio per indicare l’adesione della giunta guidata dal centrodestra alla manifestazioni contro il nuovo disegno di legge sulle Unioni civili. Allora, per evitare il boicottaggio della minoranza di centrosinistra, la scritta “Family Day” venne composta accendendo solo le luci dai piani del grattacielo Pirelli occupati dalla maggioranza. Come promesso da Fontana, però, quella del 2016 non sarà l’ultima. Presto, probabilmente in concomitanza dei Gay Pride organizzati nelle varie città della Lombardia a giugno, il grattacielo Pirelli verrà illuminato nuovamente con la scritta Family Day.

La posizione di Fontana è stata criticata da Pd e Cinque stelle. “Regione Lombardia nega il proprio patrocinio al Pride – ha commentato su Facebook l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Pierfrancesco Majorino -. Noi, ancora una volta e con orgoglio, faremo il contrario. Ed anzi lì presenteremo ulteriori novità sulla strada dei diritti”. Anche il Movimento 5 Stelle a Palazzo Marino ha criticato le posizioni del nuovo governatore. “Nonostante il tentativo di chiusura da parte della giunta regionale, Milano può già vantare il titolo di meta del turismo Lgbt friendly – ha spiegato il capogruppo Simone Sollazzo – Fontana deve uscire dal jurassico!”.

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