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A Roma sfila l’orgoglio gay: il Pride 2018 contro i nuovi fascismi

Diritti e uguaglianza per tutti. La comunità Lgbtqi anche quest’anno scenderà in piazza a Roma per celebrare l’orgoglio gay. L’appuntamento è alle 15 in piazza della Repubblica, il corteo partirà alle 16 e si snoderà lungo le vie del centro della capitale fino a raggiungere piazza Madonna di Loreto.

 

Quest’anno il Roma Pride, organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, avrà due testimonial d’eccezione: i partigiani Tina Costa di 93 anni e Modesto Di Veglia di 92 anni. “Io ho rischiato la vita e ho fatto la partigiana – ha detto Tina Costa a Repubblica – Per la libertà di tutti, mica solo di alcuni. Per questo sarò in prima fila al Gay Pride di Roma: a me non interessa chi si ama, le persone sono tutte uguali e uguali diritti devono avere. Se lo ricordino i ministri Fontana e Salvini. E chi vuole leggi speciali…”.

Non a caso lo slogan scelto per il Roma Pride 2018 è “Brigata arcobaleno, la rivoluzione continua”: sul sito della manifestazione è possibile leggere anche il documento politico nel quale si spiega il motivo del nome brigata, in omaggio ai partigiani.

 

Siamo un avamposto di opposizione e resistenza all’avanzata di vecchi e nuovi fascismi, l’incubo di chi vuole una società schiacciata nell’omologazione ed agisce soffocando chiunque non si voglia conformare.

Rivendichiamo la libertà di autodeterminazione delle persone perché tutti possano scegliere liberamente e consapevolmente per sé e per il proprio corpo senza l’ingerenza dello Stato, della Chiesa, delle religioni o di qualsivoglia moralismo.

Tante le adesioni dal mondo dell’associazionismo e da quello politico. Il Pd ha aderito all’iniziativa: Martina e Orfini hanno inviato una lettera al comitato organizzatore per annunciare l’adesione e il sostegno del Partito democratico. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti aveva già annunciato da giorni su Twitter la sua presenza alla manifestazione: “Quando una piazza chiede più diritti e dignità per tutti, allora è la nostra piazza, c’è la nostra gente”.

Non mancherà la senatrice dem Monica Cirinnà, autrice della legge sulle unioni civili, che da sempre si batte per i diritti della comunità lgbt e delle famiglie arcobaleno.

Assente anche quest’anno Virginia Raggi, ha dato invece la sua adesione il vicesindaco Luca Bergamo. La sindaca già qualche giorno fa, andando controcorrente rispetto ai colleghi di altre grandi città italiane, da Beppe Sala fino alla pentastellata Chiara Appendino, aveva deciso di non iscrivere all’Anagrafe della capitale una famiglia arcobaleno composta da due mamme e una bambina. La piccola, concepita all’estero grazie all’eterologa, ora risulta avere un solo genitore. Anche per fatti come questo è necessario manifestare oggi e sempre: “Chiediamo – si legge ancora nel documento politico – una riforma radicale del diritto di famiglia che punti a eliminare ogni residuo patriarcale, eterosessista e clericale. Vogliamo l’estensione degli istituti del matrimonio e dell’unione civile a tutte le coppie, a prescindere dal sesso di chi le compone; chiediamo inoltre che venga riconosciuta pienamente la genitorialità all’interno delle coppie omosessuali“.

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