Genitori di Renzi, revocati gli arresti domiciliari

Focus

I giudici hanno disposto a loro carico la misura dell’interdizione per 8 mesi dall’attività imprenditoriale.

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha revocato gli arresti domiciliari a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi. E’ stata così accolta la richiesta degli avvocati difensori. I coniugi erano agli arresti dal 18 febbraio scorso con l’accusa di inquinamento delle prove e reiterazione del reato, nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta e ed evasione fiscale.

“Siamo felici per la libertà. Ma non ci basta: noi vogliamo dimostrare la nostra innocenza. E lotteremo per questo. Grazie a chi ci ha sostenuto in questi giorni durissimi” commenta Tiziano Renzi in un post su Facebook.

Il Riesame ha inoltre disposto nei loro confronti l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale per 8 mesi, un’ipotesi che era stata ventilata dallo stesso avvocato Federico Bagattini come misura più proporzionata rispetto alle accuse.

La revoca del dispositivo mette, per il momento, la parola fine alle polemiche sorte dopo la diffusione della notizia dell’arresto che molti avevano accolto con perplessità. La decisione di arrestare due persone prossime ai 70 anni per fatti commessi al più tardi nel 2012 era risultata a molti un atto sproporzionato.

Il premier Matteo Renzi aveva scritto un lungo post su Facebook: “Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, la misura cautelare non sarebbe stata applicata se lui non fosse sceso in politica. “Da figlio sono dispiaciuto per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata. Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione“.

E soprattutto veniva messa in luce una strana tempistica. L’ ultima informativa presentata dalla Guardia di Finanza è datata 5 luglio 2018, viene consegnata al procuratore aggiunto Luca Turco, che il 28 ottobre – con il visto del procuratore Giuseppe Creazzo – deposita la richiesta nell’ ufficio del gip. L’ esame delle carte processuali dura quasi quattro mesi, un lasso di tempo ritenuto “congruo” dai pubblici ministeri. La Procura entra in possesso del provvedimento il 14 febbraio, ma l’ ordine viene notificato agli indagati – quattro giorni dopo – il 18 febbraio, alle 18.53: orario insolito, giustificato da un viaggio che Massone avrebbe dovuto effettuare proprio in questi giorni.

Insomma per alcuni si sarebbe trattato di una sorta di diversivo per sottrarre l’attenzione al salvataggio di Salvini, avvenuto tramite il voto dei 5 stelle sulla piattaforma Rousseau: “La vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico“, aveva scritto l’ex presidente del Consiglio. Naturalmente questa interpretazione è stata definita pretestuosa dagli uffici giudiziari.

I genitori dell’ex premier potranno ora lasciare adesso gli arresti domiciliari che stavano scontando a Rignano sull’Arno (Firenze), in casa della figlia Matilde. La richiesta di revoca degli arresti domiciliari “per la totale insussistenza delle esigenze cautelari” era stata depositata dapprima al gip Angela Fantechi dall’avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l’interrogatorio di garanzia, motivandola anche con il fatto che i genitori dell’ex premier hanno lasciato ogni carica nella Eventi 6.

Il gip l’aveva respinta l’1 marzo scorso. I legali di Renzi senior e della moglie hanno presentato la stessa richiesta al Tribunale del Riesame corredandola con una memoria di 25 pagine con numerosi allegati e, durante l’udienza del 6 marzo scorso, hanno contestato uno per uno i capi d’imputazione, in particolare la bancarotta.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli