Genova. Se lo conosci lo eviti: la città che resiste a Grillo

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Ai 5Stelle può costare cara la diaspora seguita all’espulsione della candidata Cassimatis scelta dagli iscritti via web e poi sostituita dal fidatissimo (a Casaleggio) Pirondini

Ci ha pensato papa Francesco a riaccendere la Lanterna. Ha bucato, nell’ex città rossa e operaia, il “titolare” del Vaticano con quel suo parlare di lavoro così terreno ed esplicito. «Macché reddito per tutti, qui ci vuole lavoro per tutti perché è il lavoro che dà dignità e forza per affrontare ogni giorno nelle sue difficoltà». In modo assolutamente involontario, è stata la visita del Pontefice la scossa per una campagna elettorale che non decolla, lascia mute le mura della città spoglie di ogni manifesto, e vuote le piazze una volta gremite per i comizi. Meno di due settimane al voto dell’11 giugno. E nella città più di peso tra le oltre mille chiamate a rinnovare le amministrazioni locali si parla molto poco dei programmi dei ben nove candidati sindaco e pochi conoscono le quindici liste in corsa. Poca passione. Molta distrazione.

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