Gentian Alimadhi: quando l’integrazione funziona

Focus

Arrivato clandestino nel 1993 dall’Albania si è laureto e ora corre alle primarie del centrosinistra per scegliere lo sfidante di Pizzarotti

In questo periodo di forte tensione e anche di paura verso i migranti vogliamo raccontarvi una storia, una delle tante belle storie che parlano di migranti – spesso clandestini – e di integrazione. Questa è la storia di Gentian Alimadhi avvocato penalista di 43 anni che il 19 febbraio sfiderà Nicola Dall’Olio, Dario Costi, Paolo Scarpa e Francesco Samuele alle primarie del centrosinistra di Parma, dove il vincitore sfiderà il sindaco uscente, l’ex grillino Federico Pizzarotti e gli altri candidati per la poltrona di sindaco della città emiliana.

Gentian è approdato nel 1993 da clandestino in Puglia, con una delle molte imbarcazioni che in quel periodo portavano i cittadini albanesi nella penisola. Il ragazzo, allora ventenne, ha lavorato per molti anni in fabbrica di giorno e studiato di notte fino ad ottenere la laurea in giurisprudenza. Dal 2010 è cittadino italiano ed è molto attivo come animatore della comunità albanese in città.

Il suo obiettivo è quello di diventare il primo “sindaco albanese” d’Italia. Obiettivo non semplice vista la concorrenza alle primarie prima e poi eventualmente alle amministrative. Gentian Alimadhi tuttavia può contare sul sostegno della comunità albanese di Parma.

Comunque vada vedere un uomo arrivato da clandestino in Italia concorrere per diventare sindaco di una città come Parma fa capire come spesso i pregiudizi sui migranti siano del tutto infondati. Il suo è un esempio di buona integrazione e convivenza, magari tra vent’anni lo stesso avverrà per qualcuno dei migranti giunti a Lampedusa.

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