Gentiloni all’Europa: “Bisogna agire prima che la situazione diventi insostenibile”

Focus

Il presidente del Consiglio pressa l’Europa all’inizio di una settimana decisiva per l’emergenza migranti

Dall’inizio dell’anno a oggi i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati 85.183, il 19,51% in più rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando gli arrivi erano stati 71.279). Ad aggiornare il dato è il Viminale, che fotografa in un numero la gravità di una situazione al collasso e che fa da sfondo ad una settimana cruciale per l’Italia e per l’Europa. Una settimana che è iniziata con l’incontro voluto dal ministro dell’Interno Marco Minniti con i colleghi di Germania e Francia, Thomas de Maziére e Gerard Colomb, e che finirà con l’incontro dei ministri degli Interni di tutti e 28 i paesi Ue a Tallin.

In questo lasso di tempo si muoveranno le diplomazie degli Stati europei per cercare di trovare la quadra ad un’emergenza che sta acquisendo dimensioni sempre più preoccupanti e incontrollabili. Una speranza ribadita oggi del premier Paolo Gentiloni che, durante il suo intervento alla conferenza FAO, ha chiesto all’Europa la “condivisione” dell’impegno dell’accoglienza prima che la situazione diventi “insostenibile e alimenti reazioni ostili in un tessuto sociale che fino a ora ha reagito in modo esemplare, con coesione”.

L’iniziativa italiana a Parigi, ha aggiunto Gentiloni, “ha prodotto dei primi risultati” che, si spera, genereranno anche “effetti concreti”. E forse, questa volta, qualcosa si muoverà. Nella riunione settimanale in programma per domani la Commissione europea ha fatto sapere che discuterà della situazione dei migranti in Italia e proporrà una più rapida messa in opera delle decisioni assunte per ridurre i flussi nella rotta del Mediterraneo Centrale. “Il problema non è nuovo, e le soluzioni non sono tutte nuove”, ha spiegato la portavoce, Natasha Bertaud: “Non ci saranno delle nuove proposte legislative”. Secondo la Commissione “ciò che è necessario è un’accelerazione” di ciò che è già stato concordato.

Intanto l’Italia può contare sul risultato ottenuto dal vertice di Parigi. Che non solo punta a risolvere il problema a valle, ma soprattutto cerca di invertire il trend agendo a monte. Cioè laddove si stanno creando le condizioni perché il flusso dei migranti diventi sempre più grande.

Tra i punti principali del documento che sarà presentato il 6 luglio, infatti, l’Italia dovrebbe convincere francesi e tedeschi ha investire fondi per la lotta alla jihad e al traffico di uomini. A Tallin Minniti cercherà anche di convincere i partner europei a fare in modo di aumentare il numero di porti di approdo per gli sbarchi umanitari. Ma la trattativa potrebbe riservare più di una sorpresa. Le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore registrano l’indisponibilità di Francia e Spagna. Del resto, oggi il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ribadito nel suo discorso a Versailles che per fronteggiare l’emergenza migranti bisogna “accogliere i rifugiati politici che corrono un rischio reale, perché fa parte dei nostri valori, senza però confonderli con i migranti economici e senza abbandonare l’indispensabile mantenimento delle nostre frontiere”.

L’altro capitolo della trattativa guidata dal ministro italiano riguarda invece il ridimensionamento del ruolo delle Ong, con una maggiore regolamentazione delle stesse e una riduzione dei finanziamenti che andrebbero così ad alimentare i fondi destinati alla Libia per il controllo delle coste e delle frontiere a sud. Una scelta che è andata incontro a forti critiche. “Limitare fortemente l’azione Ong ed esternalizzare le frontiere è inaccettabile, vuol dire andare nel senso inverso a quanto da noi auspicato: cioè trovare canali legali e sicuri d’ingresso in Europa”, così sostiene la Caritas italiana, a nome di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione. Però, aggiunge l’associazione umanitaria, ci sono alcuni punti positivi, ad esempio “spingere sulla relocation in altri Paesi europei, abbassando la soglia di accesso sotto il 75%” e “far sbarcare i migranti anche nei porti di Barcellona e Marsiglia”.


card_nuova

Vedi anche

Altri articoli