Gentiloni: “Il M5S non ci deve spaventare”

Focus

E Gentiloni su Berlusconi dichiara: “L’idea di addomesticare la Lega” non può più funzionare

I migranti, la gestione dei flussi dalla Libia che ha visto l’Italia conquistare “una leadership riconosciuta da tutti”, ma anche la campagna elettorale con il Movimento 5 stelle che non avrà “i numeri per governare” e Berlusconi che pensa di poter “addomesticare la Lega” ma che oggi non può più farlo visti i numeri del Carroccio, molto diversi rispetto al passato. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una lunga intervista al Foglio affronta i temi più caldi a poco più di un mese dall’appuntamento elettorale del 4 marzo.

“Il centrodestra è diviso da una diversa visione del mondo, il movimento 5 stelle ha una impostazione che è difficilmente compatibile con il governo di una grande paese occidentale, il Pd ha un segretario che si chiama Matteo Renzi e si candida a essere il primo partito del prossimo governo. Il presidente del Consiglio, come capita sempre in un regime proporzionale, si delineerà non prima ma dopo le elezioni”.

M5S

“Il Movimento 5 Stelle non ci deve spaventare. Anche con un risultato significativo non avrebbe i numeri per governare. Sinceramente, io non sono affatto spaventato. Penso che il rispetto agli elettori del cinquestelle sia dovuto – afferma Gentiloni – Ma penso che la possibilità che il movimento 5 stelle arrivi a guidare il governo non ci sia. Perché è una forza che se anche avesse risultati significativi, risultati che attualmente gli vengono attribuiti da sondaggi non so quanto generosi, non avrebbe i numeri per governare. Quindi rispetto assoluto per l’elettorato del Movimento 5 Stelle. Ma registro che fuori dall’Italia nessuno mi ha mai mostrato preoccupazione per la possibilità, a cui nessuno crede, che il movimento 5 stelle possa arrivare al governo dell’Italia”.

E sulla democrazia del click promossa dal Movimento 5 Stelle, Gentiloni commenta: “Vedo in generale, in Italia ma non solo, una grande fatica nella democrazia dei partiti. I tentativi di rispondere a questa fatica con l’illusione della democrazia diretta del web credo però che siano spesso un rimedio peggiore del male. Ma attenzione a non sottovalutare il male: riguarda tutti. Noi, come Pd, abbiamo cercato di dare una risposta a questo male con il meccanismo delle primarie, che come sappiamo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il movimento 5 stelle ha scelto la democrazia del clic, che personalmente però considero una risposta più pericolosa della malattia che vogliono affrontare”.

Berlusconi-Lega

“Berlusconi naturalmente fa leva sulla memoria storica degli italiani, ricordando che i suoi governi hanno sempre arginato i populismi. C’è però un dettaglio che segnalo e sul quale vorrei far riflettere. L’ultima volta che il centrodestra andò al governo le cifre furono queste: Berlusconi 37,2%, Lega Nord 8%. In quel contesto l’idea di addomesticare la Lega poteva funzionare. Oggi le proporzioni sono incomparabili. Sono praticamente paritarie. Lo dicono i sondaggi, ma lo dice anche il criterio con cui il fronte sovranista si è diviso con il fronte berlusconiano i collegi”.

Migranti

La gestione dei flussi migratori e l’assenza dell’Europa è una delle prime domande al presidente del Consiglio. L’intervento dell’Europa c’è stato ma è chiaro che se l’Italia avesse dovuto aspettare l’Ue, gli arrivi dalla Libia non sarebbero mai stati gestiti, scrive Cerasa. Effettivamente è stato così. L’Italia ha iniziato da sola nei primi mesi del 2017, quando la percentuale di migranti provenienti dalla Libia iniziava a salire in modo preoccupante. Da lì la decisione dell’accordo bilaterale con la Libia “più o meno con lo stesso approccio scelto da Angela Merkel con Erdogan in Turchia”.

“Il modo in cui l’Italia ha governato i flussi di migranti in questi anni – spiega Gentiloni – è il simbolo di quello che l’Italia è ma che a volte non si rende conto di essere: un grande paese”.

“Abbiamo scelto di fare sul serio nel contrasto ai trafficanti, abbiamo portato l’Unhcr nei campi in Libia che sono lì da cinque anni, non da quattro mesi. E i risultati oggi sono clamorosi”. Tra il 2016 e il 2017 i flussi “sono calati del 35% ma il trend da luglio 2017 a oggi ci dice che sono calati del 70%“.

Insomma, “sulla questione politica più delicata, più urticante, più complicata per l’Europa, l’Italia ha conquistato una leadership riconosciuta da tutti“.

E dire come fanno la Lega e il Movimento 5 stelle che i flussi vanno fermati “è un’affermazione che fa a pugni non solo con il principio di realtà – dice Gentiloni – ma anche con la geografia, con la storia, con la logica. Siamo di fronte all’Africa e per come è fatta oggi l’Africa c’è poco da dire: l’Italia dovrà governare flussi migratori per i prossimi venti, forse trent’anni”.

“Sul tema dei migranti ma non solo – ha aggiunto Gentiloni – è evidente che l’oggetto di questa campagna elettorale sarà una macro divisione fra chi crede nell’apertura e chi scommette sulla chiusura. Al centro di questa divisione non c’è solo quello che ognuno di noi pensa dell’Italia, ma c’è ciò che ognuno di noi pensa del vero motore che può permettere all’Italia di proteggere in modo sempre più deciso i propri cittadini: l’Europa”.

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