Gentiloni: “Guardando al futuro, il Pd è un’alternativa credibile”

Focus

Il neo presidente del Pd Paolo Gentiloni in un intervista al “Corriere della Sera”

Paolo Gentiloni è ottimista e lo dice chiaramente in un intervista al “Corriere della Sera”.  La sfida con Salvini è una battaglia politica che va combattuta con il giusto spirito: “Dico che finalmente comincia a profilarsi la possibilità di un’alternativa. E che il 26 maggio una grande lista progressista ed europeista capace può competere per il primo posto con i nazionalisti antieuropei della Lega, anche se so bene che oggi i sondaggi registrano una distanza notevole”.

E se la distanza con Lega è ancora molta, si consuma però un sorpasso clamoroso. Il sondaggio SWG pubblicato dal Tg La7 di Enrico Mentana registra come il Partito Democratico torna a essere il secondo in Italia.  Il Movimento 5 Stelle, infatti, è dato in caduta libera. Dalle elezioni del marzo 2018 – alle quali ottenne il 32% delle preferenze – il partito guidato da Luigi Di Maio ha perso 11 punti percentuali e si attesta al 21%. Di un decimo di punto fa meglio il Partito Democratico guidato da Nicola Zingaretti: il suo 21,1% certifica un’inversione di rotta.

Ma fare affidamento solo sul crollo dei 5 stelle non basta visto che l’avversario vero è la Lega. Anche se +Europa e Pizzarotti hanno detto di no, secondo l’ex premier, ci sarà comunque una grande lista europeista che metterà insieme anche molti protagonisti dell’appello ‘Siamo europei’ promosso da Calenda.  “Le forze europeiste vanno ben oltre il Pse come ha detto ieri giustamente Zingaretti, da Tsipras a Macron. E non c’e’ dubbio che in questa fase Macron rappresenti sui temi europei la frontiera piu’ avanzata con la quale gli eletti del Pd e in generale il Pse saranno chiamati a collaborare”.

“Molto – osserva il presidente – dipende da noi. Dalla nostra capacità di offrire un’alternativa credibile a un Paese fermo, isolato e perfino incattivito. Un Paese in cui si è affermata la leadership della Lega sul governo. Credo che questo sia un elemento di riflessione sia per quei nostri elettori che alle scorse politiche si sono astenuti – e sono la maggior parte dei consensi che abbiamo perso – sia per chi magari ha sperato nei 5 Stelle”.

“Abbiamo sostenitori di Chavez che appoggiano la chiusura dei porti contro i migranti, abbiamo giustizialisti che votano per non procedere nei confronti di Salvini. I principi su cui si era affermata l’onda dei 5 Stelle si sono capovolti alla prova del governo”.

“Noi – spiega l’ex premier – abbiamo una responsabilità nei confronti del milione e seicentomila persone che ci hanno rinnovato la fiducia. Non ci hanno dato una delega in bianco, sono molto esigenti e ci chiedono due cose fondamentalmente. La prima di far capire che nel Paese un’alternativa è possibile. “E poi, visto che siamo reduci da una sonora sconfitta elettorale, ci chiedono di cambiare. E si può cambiare in due direzioni. Guardando all’indietro, alle nostre biografie, ai nostri album dei ricordi, oppure guardando al futuro”.

Il futuro non vuol dire pero’ rimettersi con i transfughi Pd “vuol dire un Pd più verde, più sociale, più europeista che superi i limiti che ha avuto in questi anni la nostra azione. Non certo un Pd che riscopra vocazioni del secolo scorso e faccia marcia indietro. Se qualcuno pensa di tornare allo schema Ds-Margherita, per intenderci, non conosce nemmeno la realtà del nostro paesaggio politico”e farlo sapendo che i tempi possono essere anche molto brevi, e cioè che si potrebbe votare nel 2020 o persino nel 2019”.

 

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