“Le battute non vi hanno risparmiato la recessione”. Lo scontro tra Parigi e Roma continua

Focus

Il Sole 24 Ore citando “fonti autorevoli” rivela che AirFrance-Klm si sarebbe “sfilata” dalla partita sul salvataggio di Alitalia

Alla fine si sa: i movimenti nazional populisti hanno bisogno di un nemico. Ma fuori da ogni previsione il governo giallo verde ha deciso che il nostro è la Francia, paese amico con cui con cui abbiamo interessi convergenti economici e politici. L’ex premier Paolo Gentiloni, in visita negli Usa, non può tacere sulla situazione incresciosa che si è venuta a creare e in una intervista a “La Stampa” commenta lo scontro tra Roma e Parigi: “Se Di Maio non fa il vice premier per gioco, è singolare che vada in un paese amico, e invece di incontrare le autorità, veda gruppi che manifestano in maniera anche violenta contro queste autorità”. Una situazione imbarazzante che non ha precedenti anche per Enrico Letta che in un’intervista a Maria Latella è molto chiaro: “Non c’è mai stata una situazione come questa dopo la Seconda guerra mondiale. Si può avere un giudizio sulla Francia e sui francesi, ci possono essere degli scontri ma l’interesse nazionale italiano non è avere più nemici, più onore al livello europeo, non è quello di essere isolati al livello europeo”.

Il giudizio in Italia è molto duro eppure, soprattutto nell’ala gialla del governo, si continua a tenere il punto. Se Toninelli specifica che loro parlano solo con la parte “buona dei gilet gialli” , Di Maio rivendica il suo diritto ad incontrare chi vuole e dice ” non mi pento”. In realtà il vicepremier non si è neanche accorto di aver incontrato la parte sbagliata del movimento che paralizzato la Francia per mesi. Jacline Mouraud, fondatrice del movimento di protesta, che oggi ha preso le distanze dal movimento, è stata infatti chiarissima: “La politica non consiste nell’indebolire l’immagine della Francia, ma nel farne un Paese più giusto” ed ha aggiunto “questa ingerenza grave nella politica estera del nostro Paese permette di comprendere meglio le posizioni di tutti i protagonisti”. Poi si chiede: “Questo movimento è consapevole delle conseguenze diplomatiche gravi che ciò comporta?” La fondatrice del movimento ha ricordato anche che Chalençon, l’uomo che Di Maio ha incontrato, non aveva avvertito dell’iniziativa Ingrid Levavasseur, che sta preparando una lista di gilet gialli per le europee di maggio alla quale Chalençon era associato. Levavasseur in seguito ha quindi annunciato una presa di distanza da Chalençon.

Il ritiro dell’Ambasciatore ha lasciato il segno anche se sarà solo temporaneo

In una intervista a Europe 1 Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese, ha detto: “l’Italia è un alleato storico” di Parigi e “uno dei paesi fondatori dell’Unione europea” prendendo atto della “disponibilità” al dialogo mostrata dai vice presidenti del Consiglio italiani, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma ha voluto sottolineare che “c’è un capo del governo in Italia, ed è il signor Conte”, che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha “incontrato diverse volte”. Quegli incontri hanno avuto al centro diversi dossier, sui quali oggi si registra una prima ricaduta della esplosione di una tensione accumulata per mesi dai due Paesi. “Il modo migliore di combattere la sfiducia verso l’Europa, il modo migliore di farlo è comportarsi bene verso i suoi partner, proseguire il progetto tra Lione e Torino per consentire al Nord Italia di crescere”, ha affermato il portavoce dell’esecutivo francese, che non ha risparmiato a Di Maio e Salvini un’ultima staffilata: “Le loro battute” su Macron “non hanno evitato all’Italia di entrare in recessione”.

Intanto ad aggravare una situazione economica già grave, il Sole 24 Ore citando “fonti autorevoli” rivela che AirFrance-Klm si sarebbe “sfilata” dalla partita sul salvataggio di Alitalia. La decisione con motivi politico-istituzionali in seguito al richiamo a Parigi dell’ambasciatore a Roma. Le Fs, ricorda il quotidiano, in contatto con il ministero dello Sviluppo, erano orientate a scegliere come partner industriale l’americana Delta, che aveva annunciato la disponibilità ad acquisire il 40% della nuova Alitalia insieme al vettore franco-olandese. La quota sarebbe divisa in parti uguali. A questo punto i giochi si riaprono ma trovare una soluzione è più difficile, aggiunge il Sole, Lufthansa rimane interessata, ma non ha lo ha formalizzato.

 

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