Gentiloni sfida il governo: “Se cade c’è solo il voto”

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In una intervista a “La Gazzetta del Mezzogiorno” l’ex presidente del Consiglio fa il punto sul futuro

Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, ieri a Bari per la presentazione del suo ultimo volume, ‘La sfida impopulista‘ (Rizzoli, 2018) in una intervista a “La Gazzetta del Mezzogiorno” lancia la sfida ai gialloverdi: “E’ una sfida nel metodo e nel merito. Nel metodo perché, come ormai hanno compreso i democratici americani, se vogliamo battere Trump non gli dobbiamo assomigliare”. E nel merito: “Bisogna essere consapevoli dei pericoli che questa ondata populista comporta. E non solo dal punto di vista economico. Anche la qualità delle nostre democrazie è a rischio. Quindi, l’onda va fermata senza assecondarla o cavalcarla”. Nel breve periodo, però, è il dato economico-finanziario a pesare e non è un caso che Bruxelles abbia bocciato la manovra come da pronostico: “Mi auguro si vada verso una correzione. E cioè verso la ristesura di una manovra più rispettosa delle regole europee ma anche in grado di premiare chi crea lavoro. Nel testo attuale, non solo non c’è una lira per le imprese ma si tolgono loro 6-7 miliardi”.

Una preoccupazione che non sembra isolata ma secondo un sondaggio effettuato da EMG Acqua e presentato oggi ad Agorà su Raitre, si sta espandendo nel Paese: il 70% degli italiani è infatti preoccupato per la nostra economia. Timori che investono il 90% degli elettori del Pd, il 61% degli elettori della Lega e il 56% di chi ha votato Movimento cinque stelle. E allora perché perseguire su questa strada che sembra portarci verso il baratro?

Le promesse elettorali

Secondo Gentiloni la logica di tirare dritto ad ogni costo è completamente errata: “L’Italia è isolata come forse non lo è mai stata nella sua storia e uno spread così alto è insostenibile. Puoi reggere la febbre a 39 per qualche giorno ma non per mesi”. Insistere poi su quelle promesse che fin dalla campagna elettorale apparivano come impraticabili è davvero deleterio: “Il reddito di inclusione, da noi realizzato tardivamente e senza poterci mettere di più di due miliardi e mezzo, stava iniziando a dare i suoi frutti. Sarebbe stato sufficiente potenziarlo e invece si continua a insistere su una misura che non realizzeranno e i cui dettagli tecnici sono oscuri perfino agli stessi grillini. Ma il motivo è semplice: continuando a far aleggiare la promessa si illudono di conservare i consensi al Sud. Ma è un errore”. Cosa succederà quindi? Renzi profetizza che torneranno i tecnici. Bersani immagina invece un governo politico, ma con contenuti alla Monti, secondo Gentiloni invece “la Storia non si ripete mai identica a se stessa. E’ difficile assistere allo stesso spettacolo di sette anni fa. Se il governo dovesse cadere io penso che l’unica soluzione sia andare a votare”.

 

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